Commento al Vangelo di Don Giuliano : PENTECOSTE

PENTECOSTE

Si ricorda e si vive oggi il dono dello Spirito Santo profuso a noi come ai discepoli, frutto della morte e resurrezione di Gesù. Dall’amore deriva amore e così dal dono dello Spirito fuoriesce una vocazione per tutti: la comunione. I rapporti veri fra persone non possono che essere contraddistinti dalla comunione; lo Spirito che viene donato crea pace là dove ci sono state discordie, crea vita dove ha regnato la morte, crea perdono là dove c’è stata l’offesa. La manifestazione visibile dello Spirito avviene laddove le persone vivono la solidarietà, l’amicizia, la carità. L’incontro con Cristo risorto sprigiona la gioia dei discepoli; di conseguenza diviene occasione per ogni comunità di sentirsi amata dal Signore e per verificare la gioia all’interno di sé stessa. Come il corpo di Gesù emana amore, così anche il nostro corpo è reso capace di trasmettere la gioia della fede che supera e vince i fallimenti umani intrisi di tristezza e causa di sfiducia verso tutto. Del corpo parla anche San Paolo (seconda lettura) come raffigurazione della Chiesa e della comunità: tante persone, diversi ruoli e doni, il tutto collegato e unito dall’azione dello Spirito. Lo Spirito porta il soffio di vita nella nostra umanità, un soffio arricchito dal sacrificio di Cristo a ricordarci che siamo destinatari dei frutti della vita di Cristo e come tali anche noi siamo resi capaci di esprimerli attraverso la vita. La presenza dello Spirito la si avverte quando la comunità è riunita, quando c’è tensione verso l’unità, quando ognuno cammina nella fede con accanto fratelli e sorelle che camminano sulla stessa strada. Lo Spirito aiuta a vedere e ascoltare l’altro come fratello e sorella, compagno di strada di cui la direzione non è l’ignoto, ma la vita vera e per questo, immersi in una sensibilità che ne aumenta il rispetto, l’ascolto e la comunione. Ogni domenica si manifesta questo evento, non dimentichiamolo; ci ritroviamo nel cenacolo, ognuno con le proprie incertezze e paure, ma anche con i nostri peccati con un grande bisogno e desiderio di essere perdonati, di essere guariti e vivere la gioia di sentirci all’interno di un progetto più grande del nostro e avvertire la vita di Dio dentro ognuno di noi. Gesù ci ha consegnato la missione di annunciare e perdonare, ma ci ha anche donato lo Spirito Santo; non ostacoliamo dunque la sua dinamicità, ma viviamo concretamente la vocazione e la missione affidateci.

Don Giuliano

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