Commento alle Letture della Domenica

II DOMENICA DI AVVENTO

In questa domenica la Parola di Dio insiste sull’urgenza della collaborazione con il piano di salvezza di Dio. Ognuno è chiamato a fare la sua parte per non escludere nessuno dalla gloria finale. Il coinvolgimento di Dio nella storia dell’uomo è totale riguarda ogni popolo e nazione, nessuno è lasciato fuori come afferma la profezia riportata nel Vangelo secondo Luca: “ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”. Nel Vangelo si riportano date e nomi mentre Dio interviene nella vita di una umanità che aveva perduto l’altra storia, quella fra Lui e gli uomini; motivo questo per cui la parola di Dio scese su Giovanni affinché servisse per preparare le condizioni della venuta del Messia. Dio affida la missione a persone umili e docili, lontane dalle corruzioni e dal peccato, lontane da logiche di egoismo e di potere sia civile, sia religioso. Questo passaggio, così come quelli già avvenuti nella storia d’Israele come nel caso dei patriarchi e dei profeti, è sempre necessario per convincere l’uomo alla collaborazione con Dio per l’opera salvifica. Non ci dobbiamo escludere dalla chiamata a divenire strumenti della parola di Dio affinché tutti siano raggiunti da Lui; cerchiamo di rispondergli con fiducia allontanando da noi orgogli e presunzioni. L’ambiente del deserto, utile a Giovanni per riempirsi solo della parola di Dio, indica anche a noi il bisogno di recuperare l’essenzialità e di lasciarci correggere nei nostri comportamenti, per poi essere facilitati nell’avvertire la presenza e praticare la comunione con Dio. Non deve intimorirci l’esperienza del deserto; infatti, se ben praticata, ci aiuta a conoscerci e alla luce della parola, che guida e sollecita la nostra coscienza, aiuta a migliorarci. Nei vari interventi che si leggono sui social, coloro che, durante i lockdown della pandemia, hanno fatto ricorso alla propria fede, hanno affrontato con maggior facilità le crisi e i disorientamenti del caso. In questo periodo d’avvento rinnoviamo l’impegno personale di fronte al Signore nel diventare portatori del messaggio di Gesù a tutti, infrangendo la tanta indifferenza e durezza di cuore di una umanità, oggi come ieri, intenta a soddisfare i propri egoismi.

Don Giuliano

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