Commento al Vangelo di Don Giuliano : SS.TRINITÀ

SS.TRINITÀ

Non dobbiamo rimanere delusi se in questa domenica non verrà spiegata in modo comprensibile la teologia che sottende alla SS. Trinità; non credo che i sacerdoti si avventurino in disquisizioni e affermazioni teologiche e filosofiche relative a trattati sul De Trinitate di importanti santi dei primi secoli. In fondo la questione riguardante la Trinità è racchiusa nel dogma pronunciato nel IV secolo attraverso i concili di Nicea prima e nel Niceno-Costantinopolitano dopo, e se ogni domenica è proclamato dopo l’omelia significa che si tratta di pronunciamenti che accompagnano la Chiesa da secoli. Quale approccio dovremmo utilizzare per parlare della SS. Trinità? Sicuramente quello che la chiesa suggerisce ogni volta che ci troviamo di fronte ad un dogma: accoglierlo nella semplicità del proprio cuore, ovvero credervi per fede in quanto si tratta di verità contenute nella rilevazione divina e manifestate nelle Sacre Scritture o nella tradizione della Chiesa, proclamati da un concilio o dal Papa. Il Mistero della SS. Trinità è comunque grande se ripensiamo all’aneddoto circa la visione di Sant’Agostino che ad un bambino che travasava l’acqua del mare in una buca aveva detto che era impossibile; stando alla visione quel bambino rispondendo a Sant’Agostino gli affermò la stessa cosa riguardo al comprendere il Mistero della Trinità. Occorre la semplicità dell’ascolto: nella prima lettura Dio si manifesta “misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco d’amore”, quell’amore che le persone sono invitate a manifestare con tutti e che tende alla perfezione in quanto espressione dell’amore di Dio (seconda lettura). La Trinità è profusa nell’animo dell’umanità da Lei creata, e l’umanità può a Lei rivolgersi attraverso il Figlio nella modalità che Lui stesso ci ha insegnato: donandosi. Anche in questo caso le parole di Gesù a Nicodemo sono esplicite, occorre credere a quell’amore che perdona e salva. Ciò è motivo di gioia perché in questo modo potremmo non conoscere la Trinità nella sua strutturazione, ma divenire noi stessi sua declinazione in quanto abitati dalla grazia di Cristo, dall’amore di Dio e dalla comunione dello Spirito.  

Don Giuliano

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