XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La missione del cristiano è difficile perché vi sono sempre difficoltà costituite da rifiuti e ostilità verso chi annuncia il Vangelo. Esse sono inevitabili, forse se guardiamo al nostro continente non sono quelle dei primi secoli, ma ancora in alcune parti del mondo la testimonianza cristiana è accompagnata dal martirio. Le difficoltà di oggi riguardano il confronto/scontro fra le verità evangeliche e quei principi e pseudo valori presenti nella società basati sull’edonismo e l’egoismo. Ciò induce a non impegnarsi più di tanto e di lasciare al Papa, ai Vescovi e ai preti di parlare di religione e di fede. La missione affidataci da Gesù non è una passeggiata, ma malgrado le nostre inadempienze e cadute, non deve venir meno il fatto che Dio ci accompagna sempre in questo incarico. Il Signore aggiunge di non temere gli ostacoli fisici, ma quelli che bloccano lo spirito, quelli che vogliono toglierci la fede e che distruggono la nostra anima. Abbiamo il dovere di curare la nostra anima, di alimentarla e rafforzarla. Mai deve prendere il sopravvento la paura e la timidezza nel manifestare la fiducia in Dio o peggio ancora quella che porta all’indifferenza, al rinnegamento, al tradimento .… ”meglio essere mai nati” riecheggiano le parole rivolte da Gesù a Giuda. Al contrario manifestare il nostro amore verso Dio non ci farà mancare alcunché, anzi, ci farà ottenere il suo compiacimento e il partecipare al suo regno. Potranno cadere passeri e capelli, ma non andrà perduto niente in quanto il valore della nostra vita è altissimo, tanto che il Figlio di Dio si è sacrificato per noi per ottenerci la salvezza. Dovremmo avere più paura di noi stessi che di altri in quanto spetta sempre a noi rimanere uniti e fedeli; rafforziamo la nostra sequela con il coraggio della testimonianza, superiamo la nostra pigrizia cristiana che oltre ad arrecare danni a noi, li arreca anche a coloro che frequentiamo, a partire dai propri familiari, in quanto non manifestiamo comportamenti che favoriscono in loro la crescita della fede. Così avviene che si creano discrepanze profonde nelle ultime generazioni e la nostra testimonianza oltre ad essere inefficace risulterà del tutto assente. Occorre impegnarsi di più nella formazione dei figli e dei nipoti; eppure le persone che vogliono difendere un proprio interesse fanno di tutto, si espongono con tutte se stesse. Si ha forse paura di prendere posizione e di venire derisi e chiacchierati sui social? Ricordiamo le parole del Signore: “Chi si sarà vergognato di me e delle mie parole… anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo” (Mc 8,38). Ricordati che Dio è fedele …e tu?
Don Giuliano
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