Commento al Vangelo di Don Giuliano : XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Le affermazioni di Gesù nel Vangelo di oggi sono dure e rasentano l’inaccettabilità; cerchiamo di non ascoltarle con superficialità. Gesù ci invita ad amare di più Dio, rispetto anche ai nostri genitori. Amiamo i nostri genitori perché ci hanno dato la vita, ma crediamo che la nostra esistenza sia frutto dell’amore di Dio; il fatto che esistiamo proviene da Dio ed è questa una relazione che non possiamo e dobbiamo dimenticare. Dobbiamo fare in modo che niente e nessuno ostacoli il nostro rapporto con Dio; non dobbiamo temere: l’amore per Dio racchiude tutte le nostre relazioni. Spesso siamo portati, pur nutrendo un amore profondo, a dare per scontato l’amore verso i propri familiari e lasciarci andare a quello che ci interessa di più: l’amore per noi stessi. In questo gioco di relazioni anche il nostro rapporto con Dio finisce con l’essere superato dai nostri interessi personali così alla fine il nostro legame con Dio risulta semplicistico, immaturo, infantile. Il motivo che ci rende tiepidi di fronte a Dio è che non lo conosciamo, pensiamo basti quella certa pratica che viviamo ogni tanto e che in qualche modo ci rassicura. Pensiamo che vivere la fede riguardi la nostra tranquillità e il nostro benessere tanto da riportare il nostro sguardo su noi stessi; così è sbagliato, siamo completamente fuori strada, non rivolgiamo l’amare “di più” verso Dio, ma verso noi stessi. Le parole del Signore ci comunicano radicalità, ma al tempo stesso ci rassicurano sull’esito finale; i nostri comportamenti si consumano in uno stretto orizzonte quotidiano, mentre il Signore ci chiede di allargare la nostra prospettiva. C’è in gioco la nostra vita, una vita fragile sin dall’inizio e via via sempre più contrastata da mille ostacoli. Se la nostra vita e con essa le nostre scelte sono con Cristo non abbiamo da temere niente: pur vivendo l’esperienza della croce, Lui è con noi; siamo già raggiunti dalla sua vittoria che ci coinvolge e ci fa vedere la realtà nuova, frutto del suo sacrificio. Se non si ama Dio di più di ogni altro non riusciremo ad amare correttamente e giustamente anche i nostri genitori e familiari: non toglieremo niente e aggiungeremo tutto. All’amore umano si aggiunge l’amore di Dio che ci restituisce sempre quel “di più” che gli abbiamo dato; è inserito nella sua promessa. In merito a ciò impegniamoci nel compiere opere di carità nel nome dell’amore di Cristo; quei gesti compiuti con amore renderanno feconda la nostra vita (vedi prima lettura) tanto da non perdere alcuna ricompensa da parte di Dio. 

Don Giuliano

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