XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Di ritorno da una missione fallimentare, di fronte alla non accoglienza delle sue parole, confortato dalla umanità e semplicità dei suoi discepoli, Gesù ringrazia il Padre per aver rivelato il suo disegno ai piccoli e ai poveri. Si tratta di affermazioni che spiegano quale deve essere l’approccio nei confronti della volontà di Dio. La sua parola non va accolta con arroganza, ma come dono speciale per la vita, va accolta con e nel cuore, eliminando ragionamenti, timori e certi calcoli che ne offuscano il vero significato. La Parola di Dio esprime la volontà di bene, e di amore verso tutti, ma in particolare a chi fa spazio ad essa e a Dio. Le persone semplici sono facilitate ad accogliere la Parola di Dio, ad aprirsi alla fiducia in quanto in essi c’è posto per la speranza e la fiducia. Chi si sente autosufficiente bada solo a se stesso e concentra tutto su se stesso; tutto ciò che gli proviene dall’esterno lo usa per se, se ne serve, non si mette a servizio di altri. Per chi è semplice (umile), le condizioni di ricchezza sia intellettuale che materiale (salute, soldi) costituiscono un dono di cui essere grati, per chi semplice non lo è tali beni rappresentano solo una opportunità da sfruttare per un qualcosa che comunque rimane nel confine del proprio io, un confine limitato, finito. Riecheggiano le parole delle beatitudini o del Benedictus o anche del Magnificat, dove la rivelazione di Dio raggiunge i più piccoli e ribalta le condizioni dei ricchi e dei poveri. Nella parte finale del Vangelo Gesù invita i discepoli ad accogliere il suo amore, compresa la croce (il giogo), tratto distintivo della sua umiltà tutta da imparare. Si tratta di quella umiltà descritta nella prima lettura riguardante il futuro re d’Israele, un re che spezzerà l’arco della guerra per portare pace, che offrirà se stesso per raggiungerci con il suo perdono. Piccoli ed umili non si nasce ma, possiamo dire, si diventa nel seguire passo passo l’esempio del Signore, allenando il proprio cuore a perseguire sempre il bene, il perdono, la pace. Anche se nella vita riportiamo sconfitte non dobbiamo mai abbatterci perché il Signore sempre ci sarà accanto portando con noi pesi e sofferenze.
Don Giuliano
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