Commento al Vangelo di Don Giuliano : XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Si conclude il capitolo 13 del vangelo secondo Matteo, detto delle parabole. In queste ultime parabole ci sono nuove immagini che illustrano il regno di Dio: l’immagine del tesoro trovato casualmente nel campo, la scoperta della perla cercata da tempo, la rete dopo la pesca con pesci buoni e cattivi (simile al grano e alla zizzania). Le prime due parabole aggiungono novità al discorso del regno in quanto questo è paragonato a qualcosa di molto prezioso, il più prezioso in assoluto per la vita dell’uomo. Occorre perciò vivere la condizione della ricerca, del saper ben distinguere ciò che ha valore da ciò che non vale niente. Ciò non è scontato, siamo convinti che i nostri giudizi siano migliori degli altri: su tanti argomenti mostriamo conoscenze e motivazioni al fine di convincerci e convincere che le nostre scelte sono le migliori che si possono fare. Abbiamo il dono della scienza infusa? In questo ci viene incontro la prima lettura nella quale anziché chiedere ricchezze e sicurezze umane, Salomone chiede a Dio un cuore docile che sappia distinguere il bene dal male; si tratta del dono che Dio concederà in quanto finalizzato a governare con giustizia. Avere certe capacità nel distinguere il bene dal male, oppure ciò che ha valore rispetto a ciò che non ne ha, non è sempre facile o scontato. Molte persone si avvicinano al messaggio cristiano, alla Parola di Dio, ma non prendono decisioni importanti, perché forse non comprendono il valore immenso di tali indicazioni e pronunciamenti. Fatto è che, chi possiede ricchezze difficilmente si convince che l’essere cristiano sia più importante delle ricchezze stesse. Ci troviamo di fronte a quell’impasse che frenò il giovane ricco, il quale avvolto dalla tristezza non accolse la proposta di Gesù. Il Vangelo di oggi invece ci parla di gioia, di una contentezza incontenibile alla quale seguiranno delle azioni: trovare, vendere, acquistare e possedere, gioire. Quella di “vendere tutto” è certamente una scelta audace, senza compromessi, senza trattative, ma finché il nostro cuore non avrà praticato il discernimento necessario per constatare l’immenso valore del regno di Dio, l’uomo rimarrà attaccato ironicamente a ciò che valore non ha. Concludendo: non lasciamo Colui che abbiamo incontrato, Egli è causa della nostra salvezza e della nostra gioia.

Don Giuliano

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