Commento al Vangelo di Don Giuliano : TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

L’evento della Trasfigurazione trova quest’anno sia la coincidenza della Domenica sia quella della GMG a Lisbona. Una circostanza che diventa per tutto il popolo di Dio occasione per sentirsi chiamati, istruiti e inviati ad annunciare l’amore di Dio. Sentirsi chiamati. Chiamati come Pietro, Giacomo e Giovanni, per ritirarsi, per stare in disparte, per riflettere, per non lasciare niente al caso per ciò che accade intorno e dentro di noi. Non solo pensando ai giovani, ma pensando a tutti ci rendiamo conto quanto manca alla nostra vita la possibilità di fermarsi per dare una forma e anche un senso alla propria esistenza e riempirla di contenuti pieni e non vuoti, significativi e permanenti e non effimeri e superficiali. È mai possibile che non ci accorgiamo di tutte quelle manipolazioni e condizionamenti che ci privano della libertà e della verità? Occorre seguire la chiamata del Signore, salire in alto, sul monte, perché, stando con Lui, proceda verso l’alto anche la nostra vita. Sentirsi istruiti. C’è molto insegnamento nell’esperienza vissuta sul monte Tabor: la trasfigurazione è prefigurazione della gloria di Dio, la vicenda si inserisce in quelle che vengono definite teofanie di Dio, rivelazioni concrete di Dio a ciascuno. Tra l’altro è da notare che i personaggi accanto a Gesù, Mosè ed Elia, sono autorevoli circa la storia della salvezza e sono personaggi che hanno incontrato Dio sul monte, chi attraverso il fuoco, sia attraverso un soffio di vento leggero, entrambi sul monte Sinai. Entrambi insegnano che l’incontro con Dio dà forza e incoraggia la missione. È qui che si inserisce il terzo momento, quello del mandato. Non si può rimanere per sempre sul monte, almeno per ora; adesso è il momento di scendere e di rientrare a vivere la normalità della vita, consapevoli che l’evento dell’incontro con Dio aumenterà la forza e il coraggio per trasmettere a tutti il Vangelo di Gesù. Ciò lo viviamo continuamente nella celebrazione della Messa e lo vivranno i Papaboys della GMG dopo questa esperienza straordinaria che trasfigura cuori e volti, essi semineranno la gioia nei loro luoghi di vita trasmettendo a tutti la forza, la luce e la bellezza dell’amore di Dio. Come Pietro potremmo essere tentati nel “trattenere” per noi i momenti significativi e pieni di gioia, ma essendo questo un ragionamento egoistico, impegniamoci nel trasmettere a tutti la nostra vita trasfigurata dalla luce di Dio; è nostro compito, dopo l’ascolto, l’annuncio. 

Don Giuliano

Un momento della GMG 2023 di Lisbona

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