ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Molto ci dice questa solennità dedicata all’assunzione di Maria in cielo in quanto ricca la Parola di Dio, ma soprattutto esemplare e grande il servizio di Maria nei confronti di Dio e dell’umanità. Il titolo di questa solennità ci comunica che la destinazione della nostra esistenza non è il mondo, ma il regno di Dio, il cielo. Lì sono le nostre radici e lì ritorneremo. Il termine della vita terrena di Maria viene definito dai fratelli orientali, un addormentarsi (dormitio) senza passare attraverso alcuna corruzione; possiamo definirlo l’evento pasquale di Maria. Così come il suo corpo fu preparato ad accogliere la vita di Dio, così fu singolarmente trattato nel momento finale della sua morte, come un transito della sua anima e del suo corpo in cielo: la sua assunzione. Si afferma per noi l’importanza del proprio corpo chiamato a rendere visibile l’invisibile di Dio. Anche Maria come suo Figlio ci indica la via da percorrere: è la via dell’umiltà, della disponibilità, della carità. Nel suo messaggio, Papa Francesco, ai giovani a Lisbona ha utilizzato il primo versetto del vangelo di oggi: “Maria si alzò e andò in fretta…”. La condizione di Maria è anche quella di ogni credente che accoglie la presenza di Dio dentro di sé; non può che essere una persona “alzata”, protesa verso l’alto, in piedi, consapevole che la potenza della resurrezione già lavora nella propria anima e nel proprio corpo. Un corpo che si mette in movimento, in fretta, senza indugi, senza perdere tempo, senza farsi consumare dal tempo, tempus fugit; così ha fatto Maria, premurosa nel fare il bene. Cogliamo tutte le occasioni per manifestare la nostra vicinanza e solidarietà verso tutti, dimostreremo così l’attenzione di Dio verso chi ha bisogno e non lo faremo per un senso del dovere, lo faremo con gioia, perché come Maria, lo faremo nel nome di Dio. Come Maria sentiamoci abitati da Dio e portiamolo agli altri; cerchiamo di superare la predominanza della nostra persona sopra quella di Dio di cui siamo portatori e testimoni; non dimentichiamoci di farlo alzando gli occhi e guardando verso casa, con lo sguardo rivolto alla Madre che ci incoraggerà.
Don Giuliano
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