Commento al Vangelo di Don Giuliano : XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù annuncia ai discepoli il suo viaggio a Gerusalemme dove andrà incontro alla morte e alla resurrezione. Si tratta di un annuncio molto impegnativo e difficile da accettare per tutti. Se da una parte abbiamo ricevuto la vita, una sola, abbiamo il dovere di giocare bene la nostra esistenza, consapevoli che essa è uno strumento per ottenere qualcosa di ancora più grande. Il pericolo per la propria vita non è la sofferenza e la morte, ma piuttosto il male che infetta il pensiero dell’uomo che lo stordisce e lo inganna. Accogliere l’invito di San Paolo è salutare (seconda lettura), soprattutto è necessario ricercare la volontà di Dio distinguendo il bene dal male per operare nella libertà scelte giuste e belle. La vita è una sola: perderla o guadagnarla? A ciascuno la scelta da operare con attenzione. La reazione avversa nei confronti della decisione di Gesù da parte di Pietro è causata sì dall’istinto di sopravvivenza e di tutela della vita altrui, ma è anche deformata dal maligno che ha come compito quello di ostacolare la salvezza dell’umanità. Il pensiero del mondo e dell’uomo viene condizionato dal maligno al fine di considerare la propria vita fine a sé stessa nella ricerca della propria felicità ottenuta con ogni mezzo e a tutti i costi. Gesù è chiaro, ma non va frainteso: per seguirlo occorre rinnegare sé stessi che non vuol dire annullare le proprie capacità e i propri doni, ma abbandonare quei progetti distorti che la mentalità del mondo propone. Così come prendere la propria croce non significa caricarsi di pesi e sofferenze che schiacciano la persona, ma utilizzare l’amore che è in te per affrontare nel nome del Signore tutto, comprese le avversità e le sofferenze. Chi vorrà salvare la propria vita non potrà farlo se non nell’essere disposto a perderla, questa è la nostra possibilità: cerchiamo di accompagnare questo desiderio accogliendo la presenza del Signore, restando accanto a Lui, pregandolo in ogni circostanza. La vita accompagnata da buone azioni e insieme al Signore è già salva. Spesso nel parlare di Dio con persone credenti e non credenti rischiamo di presentare Dio secondo le nostre logiche, ma Dio è sempre diverso da noi. Se anche criticati e oppressi dai discorsi e da certe opinioni contrarie alla fede non ci dobbiamo vergognare di quello che siamo e di quello che sentiamo dentro di noi (prima lettura); non possiamo tacere ciò che il Signore ha operato nella nostra vita teso a realizzare le sue promesse.

Don Giuliano

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