XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Fra gli aspetti e le caratteristiche dei doni del Battesimo vi è il ruolo profetico da praticare nella propria vita. Si tratta di comprendere la propria responsabilità nel saper essere capaci di interessarsi gli uni degli altri finalizzato al bene di tutte le persone cercando, quando si presenta l’occasione, di fare il primo passo, di intervenire sui comportamenti sbagliati: “rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d’un peccato per lui” (Lv 19,17b). Esercitare questa responsabilità non deve condurci a vivere con la presunzione di essere i migliori, ma a compiere l’incarico biblico della sentinella, nel sorvegliare gli atteggiamenti umani iniziando dai propri per mettere in pratica quell’ amore vicendevole citato oggi nella lettera di San Paolo (seconda lettura). Il compito di ciascuno, indicano le letture, compreso il Vangelo, è quello di riportare il peccatore sulla buona strada della giustizia e della pace. È sempre necessario il proprio intervento critico che porti ad un ravvedimento di colui che si comporta male, ma se questi desiste, per non ostacolare la sua libertà, verrà abbandonato alle sue decisioni. L’intervento da compiere nei confronti del peccatore prevede una certa gradualità affinché il reo possa acquisire la consapevolezza dell’errore. Per intervenire in queste circostanze, familiari, parentali, amicali o pubbliche occorre aver compreso il senso della comunità e della fraternità; non si tratta qui di esercitare dei poteri ed ergersi a giudici delle situazioni, ma di porsi a servizio del singolo e di tutti. La parte finale del Vangelo ci aiuta a compenetrare il mistero della presenza di Dio fra noi: è nell’atteggiamento della comunione che scopriamo la bellezza e la ricchezza di ogni singola persona, bisognosa come tutti di essere accompagnata nel cammino della fede e della carità. La presenza di Dio ci raggiunge quando insieme ad altri (basta essere in due) lo pensiamo e lo preghiamo. La potenza dell’incarnazione di Dio raggiunge la nostra storia, i nostri tempi, il prossimo con cui trascorriamo la nostra vita terrena. Il prossimo ci rivela, e noi assieme a lui, la profondità e la bellezza della vita che solo attraverso di Lui si manifesta: è il vivere risorgivo in cui la nostra vita è coinvolta, eredità e promessa dell’Emmanuele, il Dio con noi.
Don Giuliano
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