Commento al Vangelo di Don Giuliano : XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anche questa domenica ascoltiamo una parabola che rispetto alle precedenti domeniche manifesta un crescendo nel sottolineare il disinteresse dell’umanità riguardo al Regno di Dio. Si parla di un re che preparò un banchetto di nozze e invitò molte persone alla festa. L’atteggiamento degli invitati fu quello del disinteresse e dell’indifferenza; ci fu anche spargimento di sangue in quanto il diniego verso la festa di nozze fu accompagnato da ostilità e odio. La reazione del re fu quella di uccidere tutti loro e distruggere tutto, senza lasciare traccia di quegli interessi personali o collettivi che erano stati anteposti all’invito giudicando così quegli invitati indegni e fuori da qualsiasi ripensamento da parte del re. Questa prima conclusione della parabola ricorda anche a noi l’invito di Dio sotto forma di vari avvenimenti, tutti volti ad incontrarlo affinché si celebri la sua amicizia come festa, come un qualcosa che rende piena di senso la nostra vita. Essendo stati battezzati e avendo fatto alcuni passi per la conoscenza della nostra religione, forse avendo riacceso di quando in quando la fiaccola della fede, desideriamo anche noi declinare gli inviti che Dio ci propone? Rendiamoci conto di non essere sufficientemente degni di tale chiamata, ma aiutiamoci vicendevolmente a non smarrirci del tutto. Purtroppo viviamo una realtà spesso distante da Dio, tutti siamo presi dai nostri pensieri ed occupazioni, inseriamo Dio in qualche circostanza, ma poi proseguiamo per la nostra strada. La Chiesa, i nostri vescovi ci ricordano quanto sia vitale il camminare insieme in comunità non come una situazione astratta, ma come realtà ed esperienza di vita, fatta di confronti e di tanti momenti comuni, lontani da logiche divisive, affrontando la vita nello stile della sinodalità, ma ancor più profondamente, della fraternità. La seconda parte della parabola aggiunge a quanto detto che la comunità serve per svolgervi il servizio della carità reciproca, spirituale e materiale, e non serve per nascondersi. Ognuno è chiamato ad impegnarsi personalmente a portare il proprio contributo, i propri doni e qualità mostrando se pur modestamente un riflesso di luce che è parte dell’infinita luce di Dio. Cerchiamo di comprendere il dono del suo invito. Il Signore si attende che noi vestiamo un’esistenza rivolta a Lui intenta ad accogliere la grazia del suo amore, in poche parole a rivestirci di Lui. Il Vangelo è chiaro e perentorio: o stai definitivamente dentro o sei fuori.

Don Giuliano

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