TUTTI I SANTI E COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

Le celebrazioni del primo e due novembre ci avvicinano al ricordo dei morti e al regno dei vivi. Si tratta di celebrazioni che sottolineano la realtà della santità non come irraggiungibile, ma come condizione possibile nella vita terrena ordinaria. La santità consiste nel vivere la propria esistenza alla luce della Parola e al meglio di quelle che sono le proprie capacità e possibilità. A volte la santità emerge visibilmente attraverso i modi di essere e di fare di tante persone della porta accanto, altre volte è nascosta dentro le pieghe delle nostre giornate, schiacciata dalle tante cose in cui siamo occupati, sprofondata in quei cuori che sono messi alla prova da dolori e sofferenze e ostacolata da quel male che vorrebbe farla scomparire, vorrebbe annientare, ma niente può nei confronti di Colui che ci chiama alla santità e ci chiama proprio da lì, dal profondo del nostro cuore. La santità richiede l’impegno di seguire e imitare colui che è Santo non dobbiamo arrestarci se durante il cammino incontriamo difficoltà apparentemente insormontabili, il Signore continua a venirci incontro, ci tocca con l’amore e quando lo avvertiamo proviamo gioia, senso di completezza: sono indizi di santità. La vita di ognuno è in qualche modo legata a modelli vicini e lontani di santità, santità esuberanti e santità nascoste, rumorose e silenziose, di giganti e di piccole povere persone che in questi giorni sussurrano al nostro cuore di non arrenderci e di accogliere con gioia quella parola proclamata a ciascuno di noi: “Beati… beato te…”. La beatitudine non è solo una condizione finale, è la condizione di adesso, è l’amore di Dio dentro di te.
Don Giuliano
Lascia un commento