Commento al Vangelo di Don Giuliano :XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La parabola delle vergini sagge e vergini stolte contribuisce a creare quel clima di attesa e di attenzione verso il Signore che viene per introdurci alla festa di nozze. La parabola è costruita con evidenti differenze rispetto al nostro modo di intendere, solitamente è la sposa che viene attesa, mentre lo sposo è colui che attende. Essa contiene dei simboli e intende approfondire che l’attesa non è un qualcosa che vuole metterci paura o ansia, ma vuole dirci che l’attesa nei confronti dello sposo, in questo caso il Signore, è il tempo della nostra vita che in modo permanente attende la venuta del Signore. Ciò non riguarda solo l’ultimo giorno, quel giorno che nessuno conosce, ma il tempo quotidiano della venuta del Signore, passaggi di Dio nella nostra vita che rimane in noi attraverso la forza e l’amore dello Spirito. Non a caso il Vangelo oggi è preceduto dalla prima lettura sapienziale per ricordarci appunto che per la propria vita è essenziale che ogni persona cresca nella saggezza; è quest’ultima che ci aiuta a decifrare la vita di Dio che passa nella nostra vita fatta di porte aperte e porte chiuse, di attenzioni e distrazioni, di momenti euforici e di avvilimento. Il passo da compiere è quello di riflettere sulla propria esistenza, la quale se privata di senso, di impegno e anche di sacrifici non potrà oltrepassare la porta chiusa; al contrario chi vive la propria vita consapevole dell’invito a partecipare alla festa di nozze, si comporterà in modo tale da essere sempre equipaggiato di “olio”, manifestando la sapienza del cuore e della mente rivolta allo sposo. Interroghiamoci oggi se davvero nutriamo interesse per il Signore, nel crescere nella fede alimentandola con le opere del nostro amore, un interesse che va esplicitato e riconosciuto nelle azioni che già costituiscono “incontro” con il Signore: Parola, Eucarestia, sacramenti, …. La parabola ci dice anche che l’essere in possesso della lampada accesa non necessariamente è sufficiente, si deve avverare l’altra condizione importantissima e vitale: occorre essere presenti all’ora giusta (e al posto giusto) che, come affermato prima, è ogni attimo. Il Vangelo mette in guardia: per quanto riguarda la nostra salvezza non sono ammessi escamotages, non si può agire da furbini, Dio non lo si inganna. Che il nostro attendere il Signore sia pensiero vivo, atteggiamento concreto, parte del nostro stesso respiro, del nostro stesso battito del cuore; così il Signore ci vuole: pronti.

Don Giuliano

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