EPIFANIA DEL SIGNORE

Per conoscere il Signore e riconoscerne la sua divinità non basta solo lo stupore del momento, il sentirsi coinvolti emotivamente, occorre anche elaborare tali sensazioni ed approfondirle, in poche parole occorre camminare nella conoscenza di Dio. I Magi sono ormai ritenuti un modello della ricerca in quanto compiono un viaggio chiedendo continuamente informazioni e stando attenti ai segni che accompagnano il loro viaggio. L’uomo non è un nomade senza una meta, è un ricercatore, è una persona che si interroga e si impegna nel trovare una sua collocazione nell’opera creatrice di Dio, ha bisogno di trovare risposte ad interrogativi esistenziali e spirituali. Accade che nei confronti dei primi, gli interrogativi esistenziali, ci sia in un modo o nell’altro un certo impegno e il riuscire a perseguirli e praticarli; per gli altri, gli interrogativi spirituali, vi sia poco impegno, forse perché ritenuti marginali e non essenziali. Il rischio che si corre è duplice, il primo è che si vive squilibrati, ricordiamoci l’importanza delle proprie azioni che insieme alla fede costituiscono un binomio perfetto. Il secondo rischio è quello che senza la pratica di una vita spirituale non arriviamo a quella conoscenza profonda delle cose, del creato, delle persone, delle azioni, dei sentimenti e del cuore. L’Epifania è il Natale, è l’incontro con Dio, il non celebrarlo significa rinunciare ad incontrare se stessi, a conoscersi nella verità più profonda. Occorre ripercorrere il tragitto dei Magi che escono dalle loro sicurezze e comodità per affrontare un viaggio, mossi non da curiosità, ma dal desiderio di incontrare qualcosa o qualcuno che li avrebbe riempiti di gioia; in un certo senso il nostro immobilismo, come quello di Erode e company, è conseguenza della nostra mancanza di desiderio. Inoltre i Magi ci insegnano l’umiltà. Essendo colti e sapienti non rinunciano durante il cammino a chiedere informazioni. Noi mostriamo interesse a conoscere fatti e disgrazie altrui, a seguire i pettegolezzi del gossip standocene immobili davanti ai media; arriva fin qui la nostra curiosità? Non c’è qualcosa di più importante che valga la fatica conoscere? Anche in questo caso dobbiamo rilevare che fra i credenti dovrebbe esserci una maggiore risonanza data alle parole della fede, accompagnata dallo scambio di esperienze e perché no, anche da interrogativi, per migliorare la propria ricerca; occorre carità e umiltà. L’incontro dei Magi con Gesù sottolinea ancora una volta che a preferire la strada dell’umiltà è stato proprio quel bambino; il re dei re è un bambino, la grandezza è quel bambino, come ogni bambino ci rivela la grandezza e l’importanza assoluta della vita. Infine i Magi ci aiutano e ci sollecitano a cambiare strada; anche questa è una indicazione da prendere in considerazione, frutto non solo di paure o condizioni esterne avverse, ma frutto di scelte che necessitano di cambiamenti per meglio vivere nell’amore la preziosità della propria vita.
Don Giuliano
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