V DOMENICA TEMPO ORDINARIO

La chiesa oggi ci ricorda l’importanza del grande dono della vita. La vita ci è donata per viverla, non a caso o seguendo il proprio istinto, ma praticando gli esempi che Gesù ci ha lasciato. Il brano del Vangelo di oggi parla di come era fatta la giornata di Gesù, fatta di preghiera, di insegnamento, di vicinanza alle persone, di guarigione. Il miracolo descritto non riguarda una guarigione fisica importante come quella della cecità o della paralisi, ma di una semplice febbre. Qualcuno potrebbe dire che non si trattò di un grande miracolo, ma nel contesto in cui si svolse era questo finalizzato al servizio domestico; un miracolo ordinario per una vita ordinaria, quotidiana. Tutto ciò per dirci quanto sia importante la quotidianità. Pure i gesti della guarigione furono semplici: Gesù si avvicinò, prese per mano la suocera di Pietro e la rialzò. Anche in questo caso recuperiamo quella semplice gestualità domestica che mette tutti a proprio agio nell’affrontare la vita con serenità. Quel miracolo rimane importante perché è un miracolo replicabile da tutti coloro che si fanno prossimi e si prendono per mano nel cammino della loro vita. Purtroppo non solo la malattia è nemica della vita, ma le tante, troppe condizioni e situazioni in cui le persone si ritrovano: dalle guerre, all’estrema povertà; dai diritti violati al non rispetto per l’esistenza in sé. Le logiche di potere e la ricerca di un falso benessere raggiunto a caro prezzo che ricade sugli altri conducono l’uomo a percorrere strade devastanti che non distruggono solo le mura e le case e intere città, ma la bellezza e la consistenza della vita umana. Solo coloro che accolgono il tocco di Dio riescono a sfuggire le logiche della morte; solo coloro che ascoltano la Parola di Dio si sottraggono alla distruzione del loro cuore. Dio non è un’idea, è la presenza vicina di coloro che ti amano, come tu del resto sei chiamato ad aiutare e amare il prossimo come recita il famoso e citato apologo: un uomo vede un bambino che muore di fame, e grida al cielo: “Dio, che cosa fai per lui?” E una voce risponde: “io, per lui, ho fatto te!” Anche San Paolo (seconda lettura) offre la sua testimonianza e il suo consiglio di “farsi tutto per tutti” senza mai escludere la propria vicinanza a chi soffre la pesantezza dell’esistenza (prima lettura), teso ad aiutare e sollevare da terra le persone, come ha fatto Gesù.
Don Giuliano
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