Commento al Vangelo di Don Giuliano : II DOMENICA DI QUARESIMA

II DOMENICA DI QUARESIMA

Entriamo dentro il fascino di questa seconda domenica quaresimale che ci attrae con la Trasfigurazione di Gesù sul Tabor, accogliendo le parole del Padre. I discepoli che vi parteciparono furono sedotti da tanta bellezza e stupore in modo travolgente. Di tutt’altra impressione fu la richiesta di Dio ad Abramo (prima lettura), quella di offrirgli, anzi di sacrificargli il figlio della promessa. Al tempo di Abramo le popolazioni che erano presenti in quell’area geografica immolavano i figli primogeniti agli Dei; nemmeno Abramo avrebbe immaginato che Dio gli avrebbe chiesto ciò, ma quella di Dio era una prova di fedeltà. Quella prova serviva a riorientare l’attenzione di Abramo nel ritrovare la fiducia nei confronti di Dio, dopo una lontananza che si era venuta a creare con la nascita di Isacco. Spesso i genitori, condizionati da mentalità correnti, assolutizzano il proprio legame con i figli tanto da compromettere o addirittura soffocare il loro rapporto con Dio escludendo quest’ ultimo dalla loro sfera di interessi, occupati da altre attività. Così senza accorgercene tanti figli vengono sacrificati lo stesso e non penso solo a quelli che sono coinvolti nelle guerre, ma a quelli, vittime di una società che avvelena i cuori e la vita di tanti giovani sottratti alla visione e alla bellezza dell’esistenza, morti dentro, immersi in realtà virtuali, fuorvianti e pericolose, senza speranza, senza futuro, ma la cosa più grave, senza Dio. Dio non chiede la vita dei propri figli e San Paolo fa chiarezza (seconda lettura) dicendo che Dio non ha risparmiato il proprio Figlio per salvare tutti noi. Dio non chiede, Dio dona. La sfiducia in Dio genera un rapporto compulsivo nei confronti delle esperienze e delle cose, sicuramente genera anche tanta insicurezza e dubbi sul proprio futuro. La vicenda della Trasfigurazione ci porta a intravedere dentro la luce la presenza gloriosa del Signore, mentre la parola che esce dalla nube rivolta ai tre discepoli è: “ascoltatelo”. Ascoltare Gesù, come riporta la preghiera colletta di oggi, e seguire le sue orme, come quelle che spesso lo portavano in disparte dentro un’esperienza intima con il Padre, fa sì che ci lasciamo trasfigurare dalla sua luce per attirare coloro che frequentiamo, dalle famiglie, agli amici; una luce da riflettere che non metta in evidenza noi stessi, ma indichi il Signore che illumina la strada a tutti in quanto Egli è il Dio con noi e mai sarà contro di noi.

Don Giuliano


Preghiera della Trasfigurazione : https://parrocchiadisettignano.it/2024/02/23/preghiera-della-trasfugurazione/

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