DOMENICA DELLE PALME

Non è questa una settimana come le altre, ma non tutti lo sanno; la lettura del Vangelo è molto lunga e a più voci, anche in questo caso non da tutti compresa; dentro le chiese fervono pulizie e sistemazioni varie; le liturgie cambiano repentinamente e agiscono sugli stati d’animo, ma solo di coloro che seguono le celebrazioni. Questo per sottolineare che si tratta di una settimana speciale per la nostra fede, per riordinare la nostra vita, per recuperarne di essa l’essenzialità, per riscoprire che al centro di tutto c’è Dio. La settimana santa ha valore pedagogico, ci mette alla prova e qualora ci immedesimassimo nei protagonisti storici di quella vicenda molto probabilmente faremmo gli stessi sbagli di coloro che li fecero allora, in quanto ancora oggi saremmo sopraffatti da istinti e paure e non riusciremmo ad evitare quel disastro, quello scempio, quel tradimento. Pensiamoci su. Riusciamo ad osservare gli insegnamenti di nostro Signore? Il Signore fu abbandonato come anche oggi lo è: dagli spazi vuoti delle nostre chiese al voltarsi dall’altra parte per non avvertire il senso di responsabilità, dal tradimento di cui prova ne è l’indifferenza, al condannare a morte quel povero Cristo tramite le nostre fughe e i nostri silenzi. Pensiamo di non entrarci in questa storia, ma ci siamo dentro con tutto quello che siamo. Ciò che accadde duemila anni fa ci riguarda eccome, nel senso che tutto fu compiuto per tutti noi, per me, per te. Le vicende di quella storia continuano ancora oggi, ma assieme continua anche quel grande beneficio che fu conquistato e pagato a caro prezzo: da quella morte rinacque la vita, da quel sacrificio ne emerse l’amore. Ancora oggi il nostro peccato rallenta l’avverarsi della salvezza così come il non riconoscere Dio ci abbandona all’oblio e alla morte. La fine di questa storia non è ancora giunta, non la scrive l’uomo, ma Colui che questa storia l’ha iniziata. Ancora oggi si ripetono nelle vicende del mondo le varie sfaccettature di quella settimana, continuano i tradimenti, ma anche i riscatti, proseguono le ingiustizie e i conflitti, ma anche gesti di riconciliazione. Se da una parte il male continua a mietere vittime dall’altra la forza dell’amore di Dio donata dalla sua crocifissione e morte continua a raggiungere l’umanità; coloro che accolgono il suo messaggio e vivono la sua presenza proseguono la sua missione di salvezza e di rinnovamento del mondo. La lotta come allora si presenta dura e apparentemente impossibile, ma solo apparentemente. Questi giorni servano a tutti noi per riaffermare il nostro credo e crescere nella fede.
Don Giuliano
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