SANTA PASQUA 2024

Fra il dramma della morte di Gesù, con il fuggi fuggi generale per paura di fare la stessa fine e le prime apparizioni del Risorto c’è una zona fluttuante dove le menti e i cuori dei protagonisti vissero una specie di sospensione e indeterminazione. Se ci pensiamo, furono troppo forti le emozioni di quei momenti, circostanze che continuano ancora oggi a far traballare il cuore e la ragione non escludendo il fatto che anche nella fede si affacciano dubbi. Che dire? Circa la resurrezione mancano i filmati e le registrazioni delle telecamere, ma questa è una obiezione già superata dalle parole dello stesso Gesù prima che il fatto resurrezione accadesse. Infatti Gesù aveva detto che se anche le persone avessero visto un uomo risorto dai morti non avrebbero creduto lo stesso (Lc 16,31) oppure potremmo citare la vicenda della resurrezione di Lazzaro, un fatto visto da persone, molte delle quali credettero in Gesù, ma altri si posero in modo diverso, andando ad informare le autorità, i farisei i quali iniziarono a tramare la sua uccisione e dato che c’erano, perché no, togliere di mezzo anche Lazzaro perché quel fatto fece fuggire molti Giudei che si misero a seguire Gesù (Gv 12). Per il gruppo dei discepoli, comprese le donne, con la crocifissione di Gesù si era dissolto tutto quello che avevano pensato e maturato in pensieri, miracoli e promesse. Adesso c’è il vuoto, per non dire tristezza e anche delusione di essere andati dietro ad un tizio per tre anni di cui era certa la sua morte in croce. Al vuoto dentro di loro si aggiunge il vuoto del sepolcro; il corpo di Gesù lì non c’è più e nonostante il giovane vestito di bianco dica alle donne che Gesù è risorto e che lo vadano a dire ai discepoli, le donne cosa fecero? Non dissero niente a nessuno perché ebbero paura. Chissà quale paura; paura di sentirsi più perdute di prima perché la non presenza del corpo di Gesù accentuava ancora la loro disperazione, oppure la paura di essere derise o non credute. Anche noi ci potremmo trovare in quello spartiacque fra il non visto e l’annuncio che ci è stato trasmesso dalla chiesa. Anche noi per timore di essere presi in giro non diciamo niente a nessuno sulla nostra identità cristiana oppure pensiamo che il nostro credere sia ideologico o di una prassi subita, quindi ce ne stiamo zitti zitti e non testimoniamo a nessuno che siamo discepoli di Gesù. Il Vangelo del giorno ci presenta Maria di Magdala che si reca da sola al sepolcro mentre era ancora buio. La puntualizzazione mi porta a dire che la conseguenza della morte aggiunge ombrosità alla nostra vita. La mancanza delle persone care toglie luce e vita alla nostra stessa vita. In quel caso una volta visto che il sepolcro era aperto e vuoto corse a comunicarlo ai discepoli che oltre ad accertarsi di ciò, si resero conto di non aver compreso che Gesù doveva risorgere dai morti. Come la mettiamo? Quando Gesù parlava della sua resurrezione i discepoli dormivano? Questo passaggio la dice lunga anche sul nostro prendere sul serio la Parola di Dio. Quale reazione dovremmo avere di fronte al fatto che Gesù è risorto? Credo, avere fiducia in Dio, nutrire la speranza che il bene trionferà sul male, rispondere a Cristo che mi chiama ad essere suo discepolo e ad annunciare e testimoniare con parole e con i fatti la propria identità cristiana, contribuire a rinnovare il mondo e l’umanità, essere sempre e dovunque e prima di ogni altra cosa figlio di Dio. Quando parliamo della resurrezione e ci auguriamo la buona Pasqua facciamolo in modo di impegnarci a non dimenticarla. Non si tratta solo di credere alla Pasqua, ma di viverla quotidianamente. Buona Pasqua a tutti. Il Signore è risorto. Alleluia!
Don Giuliano
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