IV DOMENICA DI PASQUA

Questa domenica è particolarmente dedicata alla preghiera per le vocazioni sacerdotali e religiose; è la cosiddetta “Domenica del Buon Pastore” nel cui Vangelo, secondo Giovanni, Gesù si presenta con questo titolo. In questo modo Gesù gioca a carte scoperte con chi invece nutre altre finalità e non opera per il bene del gregge, ma solo per sé stesso. Quella che Gesù contrasta è la figura del mercenario al quale non interessa niente del gregge se non di sfruttarlo, mentre Gesù propone la sua logica, la logica dell’amore e della conoscenza reciproca, quella che dovrebbe intercorrere anche all’interno delle nostre comunità e nel rapporto stretto fra il Vescovo e i sacerdoti e fra questi e i fedeli. Purtroppo viviamo condizioni instabili nella nostra società dove primeggiano logiche di potere e nonostante lo stato di allerta e di sospetto riguardo alle nostre scelte di vita quotidiana, pur senza accorgercene è frequente cadere nell’inganno e scambiare il pastore con il mercenario. Ma Gesù ha anche sottolineato la prova della verità: solo colui che è capace di donare la propria vita per il suo gregge si dimostra pastore. Infatti la realtà ci mostra che anche quelle guide che portano avanti le sorti “provvisorie” di tante persone, approfittano di tutto, dei loro buoni sentimenti, delle loro ingenuità e poi le azzannano come fanno i lupi con le pecore. Si tratta di morsi spesso sotto anestesia, ma che poi al risveglio rivelano la loro devastazione e dolore. In questo modo ci ritroviamo a vivere assieme a persone che hanno smarrito il senso del loro essere, che fanno fatica a ritrovare anche i fondamenti della propria religiosità. Chi da tempo non segue il Buon Pastore inevitabilmente si perde o finisce vittima di belve manovrate dal male. Ciò che Gesù afferma è la lettura crudele della realtà di allora e di oggi, lo dice per metterci in guardia e per strapparci dalla morte, Lui che solo può dare la vita e riprenderla. Seguiamo il Buon Pastore, seguiamo coloro che sono stati chiamati a guidare la Chiesa non sull’orlo di un baratro, ma su strade giuste dove l’amore e la pace segnano la differenza fra chi muove i fili della distruzione e da chi promuove il bene al costo di rimetterci la propria vita. In questa domenica non manchi la preghiera per coloro che sono stati chiamati ad essere pastori, perché sia sempre perseguita la somiglianza a Colui che è l’unico “Buon Pastore”. Ma non solo, è bene che ognuno in virtù del Battesimo riscopra e viva il duplice ruolo del discepolo e dell’apostolo, della pecora e del pastore; tutti ci dobbiamo aiutare nel riordinare il nostro cammino, nel ricongiungere le strade che portino a tutti, specialmente nell’incontrare coloro che la strada l’hanno smarrita da tempo, per non smarrirsi pure noi e per vivere la comunità luogo di amicizia con Dio e fra noi tutti.
Don Giuliano
Guidati dalla saggezza del Vangelo, andiamo al lavoro per un mondo migliore con una perseveranza che non si arrende mai.
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