LA SPERANZA: UNA VIRTU’ NASCOSTA, TENACE E PAZIENTE

“È la più umile delle tre virtù teologali, perché rimane nascosta”, spiega Papa Francesco: “La speranza è una virtù rischiosa, una virtù, come dice san Paolo, di un’ardente aspettativa verso la rivelazione del Figlio di Dio (Rm 8,19). Non è un’illusione” (Omelia di Santa Marta, 29 ottobre 2013).

“È una virtù che non delude mai: se tu speri, mai sarai deluso”, è una virtù concreta, “di tutti i giorni perché è un incontro. E ogni volta che incontriamo Gesù nell’Eucaristia, nella preghiera, nel Vangelo, nei poveri, nella vita comunitaria, ogni volta diamo un passo in più verso questo incontro definitivo” (Omelia di Santa Marta, 23 ottobre 2018).

“La speranza ha bisogno di pazienza”, proprio come bisogna averne per veder crescere il grano di senape. È “la pazienza di sapere che noi seminiamo, ma è Dio a dare la crescita” (Omelia di Santa Marta, 29 ottobre 2019).

La speranza non è passivo ottimismo ma, al contrario, “è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura” (Angelus, 6 settembre 2015).

Un pensiero riguardo “LA SPERANZA: UNA VIRTU’ NASCOSTA, TENACE E PAZIENTE

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  1. Buongiorno! Chi entra nella “barca “ della Chiesa assume la vocazione di membro attivo della sua missione universale. Un abbraccio!

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