SANTISSIMA TRINITÀ

Il messaggio di questa domenica ribadisce ancora una volta la familiarità di Dio con l’uomo. Autore di questo rapporto di vicinanza fra il Dio che sovrasta le nubi e la piccolezza dell’uomo terreno è lo Spirito Santo, Egli unisce il Padre e il Figlio e con loro anche l’uomo. Come dice San Paolo (seconda lettura), tramite lo Spirito noi siamo divenuti figli adottivi di Dio e possiamo rivolgerci a Lui chiamandolo “Padre”. Siamo di fatto inseriti nella famiglia di Dio, la Trinità, la comunione delle tre persone divine; ebbene in quella comunione c’è posto anche per noi e come per ogni figlio legato alla propria famiglia vi è anche compresa l’eredità, una prospettiva conveniente sotto la guida dello Spirito. Questa condizione è distinta da coloro che invece fuoriescono dalla guida dello Spirito e rimangono vittime della paura e della schiavitù. Coloro che sono inseriti nella famiglia divina sono chiamati a proseguire la missione del Cristo e a divenire strumenti diretti dell’opera di salvezza. Praticare e predicare il battesimo equivale a mostrarsi appartenenti alla famiglia di Dio, acquisendo il nome della divinità che nel Vangelo secondo Matteo è qui esplicitamente scritto nella sua completezza. Sta poi a ciascuno di noi testimoniare la propria appartenenza primaria alla vita di Dio e avvertire dentro di noi la vita di Dio, non in maniera psicologica, ma sacramentale. Come dice il Signore al termine del brano e del Vangelo (di Matteo), non siamo soli, c’è lo Spirito che ci abita e che rafforza in noi la presenza del Signore. Impegniamoci a considerare le parole finali di questo Vangelo “sarò con voi fino alla fine dei tempi”; le parole del Signore menzionate come ultime ci dicono che di fronte a qualsiasi difficoltà come solitudine, depressione, sfiducia, l’azione di Dio continua a scandire parole d’amore. Accendiamo anche in noi l’amore nel pronunciare il nome di Dio su di noi nel segno della croce, non un segno scaramantico, ma un vero e proprio gesto d’appartenenza alla famiglia trinitaria.
Don Giuliano
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