Commento al Vangelo di Don Giuliano : XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Ogni parola pronunciata dal Signore verso i suoi discepoli, verso ogni persona da Lui incontrata, verso di noi che oggi l’ascoltiamo, ha un valore incommensurabile. Le parole del Signore sono preziose in quanto aiutano a comprendere il suo disegno e danno accesso al regno di Dio. Di questo si parla nel Vangelo, di un regno che non sempre è facile individuare e riconoscere, ma che è altrettanto prezioso e vitale per ognuno di noi. Per quanto riguarda la ricerca del regno occorre aguzzare la vista, tendere l’orecchio, affinare le proprie riflessioni. Le argomentazioni delle parabole di Gesù informano che il regno di Dio è già presente in mezzo a noi, ma per una nostra maggiore convinzione occorre prestare attenzione alle piccole cose, a gesti e ad atteggiamenti semplici, ma attenzione: partire dalle piccole cose significa non fermarsi alle piccole cose. Non si tratta di accontentarsi di piccole soddisfazioni che riempiono lì per lì i nostri sensi, ma nel proseguire il cammino verso un regno che ci tiene sempre in una tensione positiva verso il bene. Bella quindi la gioia di un proprio figlio che viene battezzato oppure che riceve la Cresima, così come quando un figlio celebra il sacramento del matrimonio, ma non basta soffermarsi su quella gioia su quel ricordo: occorre andare avanti procedere verso la costruzione del regno di Dio. Per entrare dentro la grande dimensione del regno di Dio e quindi della realtà odierna si parte dal seguire la dinamica del seme che come sappiamo da altre parabole è a rischio del proprio successo qualora qualcosa si opponga e faccia resistenza, impedendo al seme di lavorare, di germogliare e portare frutto. Come dice San Paolo adesso siamo come in esilio dal Signore abitando il nostro corpo; dobbiamo cercare di essere graditi al Signore con tutta la nostra persona, compreso il nostro corpo. Ricordiamoci che Dio opera nel silenzio e nelle circostanze più inattese; Egli misteriosamente interviene nel cuore delle persone, le tocca con delicatezza per non forzare nessuno, ma poi lascia al nostro discernimento la lettura della propria esistenza. Fermiamoci allora a rileggere la nostra vita corta o lunga che sia per cogliere nelle opere belle il passaggio di Dio strenuo agricoltore che ripone la sua fiducia in noi per il seme buono che ha seminato.

Don Giuliano

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