Commento al Vangelo di Don Giuliano : XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Quando tutto intorno a noi gira favorevolmente: denaro, salute, affetti, successo, ci sembra di essere padroni di questo mondo. Cavalchiamo un senso di libertà che ci fa sentire superiori agli altri se non addirittura padroni degli altri. Crediamo, condizionati da coloro che propinano finalità di ricchezza e di potere, di raggiungere il massimo di tutto, di essere…Dio. Tutto questo alla fine dà, se non addirittura ha già dato, alla testa di molte persone, sempre e continuamente alla ricerca di quello status migliore a costo di calpestare diritti e libertà altrui pur di avvantaggiare se stessi in questa che potremmo definire l’ennesima corsa all’oro, mentre in maniera esplicita San Paolo ricorda che se dobbiamo gareggiare in qualcosa facciamolo nell’ambito della carità. La Parola odierna ricorda a tutti che, pur vivendo in contesti favorevoli e benestanti (per coloro che per sorte si ritrovano lontani da guerre, pestilenze e povertà), ci sono limiti a tutto, alla ricchezza, alla bellezza, alla salute e alla propria vita, per cui è bene prendere coscienza dei limiti, che non sono posti per annullare il benessere delle persone, ma ad indicare che pur in condizioni avverse, il vero benessere consiste nell’accogliere la fede, la relazione, l’amore di Dio. In tal modo colui che segue l’orientamento di Dio vedrà e vivrà la propria esistenza in modo diverso, sostenuto dall’amore di Dio che darà forza e coraggio nell’affrontare i problemi quotidiani e reali dell’esistenza. Infatti rileggendo il Vangelo di oggi, quale paura potrà mai impossessarsi delle persone quando queste hanno la consapevolezza che Dio è con loro, sulla stessa barca? La stessa che provarono i discepoli, la paura di sentirsi soli e abbandonati, la paura di morire. Dio, come ci dice San Paolo nella seconda lettura, è garanzia della salvezza e cambia i nostri modi d’essere e di vedere in un modo che va oltre l’umano. Ciò che deve impaurirci è il proprio egoismo e orgoglio che ci allontana da Dio e dalla possibilità di chiedergli aiuto. Laddove, compresa la chiesa, vi sono disaccordi, contraddizioni e disagi, questo è segno di carenza di fede che richiama tutti a compiere gesti di responsabilità senza mettere in dubbio che nel modo giusto il Signore interverrà. Sii forte, sii fedele e non aver paura nell’ affrontare le onde alte che ti separano dall’altra riva….non sei da solo, insieme a te c’è il Signore.

Don Giuliano

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