Commento al Vangelo di Don Giuliano : XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Il Vangelo tratta sempre il tema della vita e con esso tutto ciò che gli è avverso. Gli episodi che coinvolgono il Signore in questo vangelo odierno si addentrano in profondità affrontando la psicologia e gli atteggiamenti di coloro che vivono la difficoltà della malattia e il dramma della morte. Gesù riconosce ad una donna guarita da perdite di sangue, la volontà di ottenere la guarigione tramite lui anche indirettamente, solo toccandogli il mantello. Scaramanzia? Magia? No. Il Signore lo riconosce come atto di fede dato che la donna pensava fermamente con quel gesto di salvarsi; la donna vince anche la propria paura di esporsi e di dichiararsi: è un atto di fede, è un atto in uscita. Anche il capo della sinagoga che intercede per la propria figlia viene invitato da Gesù ad avere fede in lui nonostante fosse giunta la notizia della morte della figlia. Rimane vero che la guarigione e il miracolo sono opera del Signore, ma anche la fiducia nei suoi confronti è elemento decisivo. C’è tanto bisogno di essere toccati da Dio e laddove non c’è, Dio in qualche modo interviene lo stesso, magari attraverso di te, scegliendo proprio te. Toccando il nostro corpo Gesù afferma la sua vicinanza, il suo essere con noi, il suo amarci; anche il nostro amore umano quando si fa vicino ai bisognosi, riesce a salvare, diventa segno dell’attenzione e dell’affetto di Dio. Abbiamo bisogno di Dio, far finta del contrario è mentire a sé stessi, è rinunciare a vivere la vita nella sua originale bellezza, sempre in compagnia di Dio, che non solo ti permette di toccare il suo mantello, ma il mantello te lo regala così come ti ha regalato la vita. Sii sempre rispettoso/a e grato/a della vita ricevuta, difendila sempre, usala sempre per il bene, donala e mai la perderai. Solo l’amore guarisce, l’odio uccide. Di fronte a tante situazioni dolorose, pur domandandoci il perché, cerchiamo di accogliere le parole del Signore rivolte a Giairo: “abbi fede”. La fede può vacillare, la fede si può perdere …. Signore aumenta la nostra fede! Dio ci prende per mano, lo farà anche dopo la morte, la sua è una posizione permanente e noi invece quante volte abbiamo rifiutata quella mano nella mano e siamo andati per conto nostro. San Paolo (seconda lettura) parla delle ricchezze da condividere; pur essendo importante, la ricchezza materiale, che costituisce occas ione di apertura alla generosità e aiuto verso i poveri, non vale più della ricchezza spirituale. Quest’ultima è anch’essa da condividere perché è quella che aiuta a percorrere la strada della salvezza. La fede usata per se stessi o per gli altri salva, la fede salva sempre.

Don Giuliano

XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Il Vangelo tratta sempre il tema della vita e con esso tutto ciò che gli è avverso. Gli episodi che coinvolgono il Signore in questo vangelo odierno si addentrano in profondità affrontando la psicologia e gli atteggiamenti di coloro che vivono la difficoltà della malattia e il dramma della morte. Gesù riconosce ad una donna guarita da perdite di sangue, la volontà di ottenere la guarigione tramite lui anche indirettamente, solo toccandogli il mantello. Scaramanzia? Magia? No. Il Signore lo riconosce come atto di fede dato che la donna pensava fermamente con quel gesto di salvarsi; la donna vince anche la propria paura di esporsi e di dichiararsi: è un atto di fede, è un atto in uscita. Anche il capo della sinagoga che intercede per la propria figlia viene invitato da Gesù ad avere fede in lui nonostante fosse giunta la notizia della morte della figlia. Rimane vero che la guarigione e il miracolo sono opera del Signore, ma anche la fiducia nei suoi confronti è elemento decisivo. C’è tanto bisogno di essere toccati da Dio e laddove non c’è, Dio in qualche modo interviene lo stesso, magari attraverso di te, scegliendo proprio te. Toccando il nostro corpo Gesù afferma la sua vicinanza, il suo essere con noi, il suo amarci; anche il nostro amore umano quando si fa vicino ai bisognosi, riesce a salvare, diventa segno dell’attenzione e dell’affetto di Dio. Abbiamo bisogno di Dio, far finta del contrario è mentire a sé stessi, è rinunciare a vivere la vita nella sua originale bellezza, sempre in compagnia di Dio, che non solo ti permette di toccare il suo mantello, ma il mantello te lo regala così come ti ha regalato la vita. Sii sempre rispettoso/a e grato/a della vita ricevuta, difendila sempre, usala sempre per il bene, donala e mai la perderai. Solo l’amore guarisce, l’odio uccide. Di fronte a tante situazioni dolorose, pur domandandoci il perché, cerchiamo di accogliere le parole del Signore rivolte a Giairo: “abbi fede”. La fede può vacillare, la fede si può perdere …. Signore aumenta la nostra fede! Dio ci prende per mano, lo farà anche dopo la morte, la sua è una posizione permanente e noi invece quante volte abbiamo rifiutata quella mano nella mano e siamo andati per conto nostro. San Paolo (seconda lettura) parla delle ricchezze da condividere; pur essendo importante, la ricchezza materiale, che costituisce occas ione di apertura alla generosità e aiuto verso i poveri, non vale più della ricchezza spirituale. Quest’ultima è anch’essa da condividere perché è quella che aiuta a percorrere la strada della salvezza. La fede usata per se stessi o per gli altri salva, la fede salva sempre.

Don Giuliano

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑