XIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Quando leggiamo il Vangelo e ci basiamo sui nostri giudizi prettamente umani e razionali, le parole di Gesù, soprattutto quelle che riguardano l’Eucarestia, sono oggi come allora parole difficili; possono essere fraintese, possono dividere. Chi non accoglie e rifiuta, mormora come i Giudei…la mormorazione tende a smontare i sogni, i progetti, le aspirazioni. In questo caso distoglie dalle affermazioni di Gesù, ci impedisce di conoscerlo; quante volte le prese di giro, le critiche gratuite, le maldicenze e i cattivi giudizi hanno indebolito e fiaccato il cammino di tanti fratelli e sorelle? Occorre ascoltare sul serio il discorso odierno di Gesù. Per accogliere in pieno le sue affermazioni abbiamo bisogno, come Lui dice, di rispondere alla forza attrattiva del Padre, di accogliere l’aiuto di Dio Padre e riconoscere Gesù pane-carne di vita eterna. Dio incrocia la sua vita con la nostra, usando pensieri, sentimenti, esperienze e persone affinché nell’accogliere il suo amore ci impegniamo ad imitarlo. Si tratta di non fuggire quella grazia che ci raggiunge attraverso lo Spirito Santo, attraverso la Chiesa, attraverso testimonianze di persone che hanno vissuto come “imitatori di Dio”, secondo l’espressione oggi usata da San Paolo, da persone che non hanno rattristato, ma onorato lo Spirito Santo con azioni di benevolenza, misericordia e perdono. Talvolta ci comportiamo in modo da ridurre la portata dell’azione di Dio, pensiamo di essere noi i protagonisti della nostra fede, come se l’avessimo creata noi senza riconoscerla dono di Dio. Nell’affrontare la nostra vita, noi non siamo forti, ma deboli. La realtà è talmente pesante che a volte ci schiaccia, togliendoci la forza e il respiro, sembra avere il sopravvento su tutta la nostra esistenza, mentre Dio desidera che affrontiamo e superiamo la nostra stessa debolezza con il suo aiuto (vedi prima lettura). Gesù si dona come cibo all’umanità. Se mangiamo l’ostia consacrata ci lasciamo invadere dalla presenza di Dio che entra in noi e noi in Lui, orientando la nostra vita e camminando verso il suo Regno e diventando strumenti che orientano verso Dio. L’Eucarestia è il nutrimento che ci sostiene nel cammino della fede capace di imprimere alla nostra vita uno slancio spirituale, ci fa conoscere Dio che mai ci abbandona. Solo chi si lascia attrarre da Dio è poi reso capace di comprendere la ricchezza del pane della vita. In questo periodo di ferie non dimentichiamoci del Signore, ricarichiamo le pile, ma anche la nostra anima.
Don Giuliano
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