Commento al Vangelo di Don Giuliano : XX DOMENICA TEMPO ORDINARIO.

XX DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Il discorso di Gesù sull’Eucarestia diventa ancora più profondo ma al tempo stesso incomprensibile per molti. Non vengono comprese quelle affermazioni insistentemente ripetute che parlano di mangiare la sua carne. Gesù lega la parola carne alla parola vita. Gli antichi pensavano che quando si mangiavano le carni di certi animali e qualche volta anche quelle degli uomini ci si impossessava della loro vita. Durante il catechismo, parlando dell’Eucarestia in modo semplice si afferma che più partecipiamo l’Eucarestia più ci uniamo a Gesù. L’Eucarestia non è solo rito, è soprattutto relazione come chiaramente termina il brano di oggi: “Colui che mangia me vivrà per me”. Gesù ci rivela il senso della nostra vita intimamente legata alla sua. L’Eucarestia viene dal cielo ed è definito pane vivo, nel quale c’è la vita di Dio. Gesù porta dentro di noi la sua umanità e anche la sua divinità, porta frammenti del suo Regno in mezzo a noi. L’Eucarestia sancisce la nostra comunione con Dio. Come il pane è dichiaratamente riconosciuto cibo essenziale per la nostra sussistenza, così il corpo di Cristo è necessario per la vita eterna. L’Eucarestia ha in sé la forza di cambiarci, di trasformarci per avvicinarci alla persona viva di Gesù, per dare di Lui visibilità e presenza al mondo. Comprendiamo quindi che non basta mangiare il Corpo di Cristo, ma è necessario diventare sempre più quel corpo, quella carne. Sia il capire, sia il mettere in pratica la missione che ci è affidata, non risulta semplice mentre viviamo in contesti che mettono in discussione e criticano con molta spregiudicatezza la centralità di questo discorso. A questo punto prendiamo in considerazione l’alert che ci lancia San Paolo nella seconda lettura: “fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi, facendo buon uso del tempo, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò sconsiderati, ma sappiate comprendere qual è la volontà del Signore”. Proviamo a porci alcune domande: di cosa nutro la mia vita? Quali sono le cose di cui non posso fare a meno? Quali le proprie abitudini, letture, frequentazioni, hobby? È anche probabile che non mi ponga domande sul domani, figuriamoci sulla vita eterna …. sembra che questa non abbia appeal, non interessi. Il fatto è che noi ingurgitiamo di tutto, appianiamo tutti i sapori, mangiamo cibi mortiferi. Se ci teniamo a confermarci cristiani ci dobbiamo impegnare a dare più ascolto a Gesù, a pregarlo e cibarci di Lui, mettendo in pratica ciò che Egli ci ha detto. In questo modo Lui rimarrà in noi e noi in Lui: la comunione che ci vuole, la comunione che manca tanto a questo mondo. 

Don Giuliano

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