XXIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO

È risaputo che le persone sono attratte dalle opinioni, specialmente quelle che circolano sui media e sui social. Ognuno cerca di costruirsi un profilo per essere ben accolto dagli altri, finalizzato ad attirare l’attenzione e raggiungere numeri importanti di visioni, di likes e di followers. Dalle opinioni che furono riportate a Gesù riguardo la sua identità emerse che le persone non lo conoscevano molto bene, forse perché con i suoi atteggiamenti aveva depistato il migliore dei cronisti. C’erano idee molto confuse su di Lui, solo Pietro lo identificò come il Cristo. Detto questo e giunti ai nostri giorni potremmo dare anche noi delle risposte circa le opinioni su Gesù espresse dalla gente; bene o male le conosciamo. Riguardo a Gesù, abbiamo le conoscenze storiche, abbiamo quelle del catechismo, ma non credo che al nostro Signore interessi la risposta formale o addirittura teologica esatta. La risposta sull’identità di Gesù è più complessa e più profonda: è quella esistenziale. Se per le persone Gesù è solo una figura storica, lontana e ininfluente per la propria vita, esse non avvertiranno nessun beneficio, nessuna ricaduta sulla propria esistenza. Al contrario la prima lettura ci ricorda che il credere in Dio è alquanto determinante soprattutto per affrontare le avversità. Si ottiene l’aiuto di qualcuno quando di questi si percepiscono nei nostri confronti l’interesse, l’amicizia e l’affetto. Chi è il Gesù per noi? Non sono sufficienti né la prova scritta né quella orale, occorre quella della vita, occorrono gesti concreti e visibili (seconda lettura) per dare espressività e corpo alla nostra fede. Nel Vangelo Gesù manifesta ai propri discepoli il suo itinerario di sofferenza e di crisi per poi giungere alla Resurrezione; Egli usa parole che affermano la salvezza della propria vita nel momento in cui siamo disposti a perderla. Oltre a rispondere circa l’identità di Gesù, occorre riconoscere che il progetto di Dio va oltre, è superiore ai nostri pensieri, alle nostre attese; si tratta di un percorso che sfugge alla logica umana. Per questo motivo il Signore redarguisce Pietro nel momento in cui interferisce rispondendo superficialmente e istintivamente opponendosi alla volontà di Dio e aderendo a quella di Satana. Di fronte al Signore che ci interpella e ci coinvolge nel suo progetto di salvezza mai possiamo essere banali perché banale non lo è stato il suo sacrificio così come banale non è la nostra vita.
Don Giuliano
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