XXX Domenica del Tempo Ordinario

Ringrazio sempre il Signore per il fatto che nei momenti di difficoltà posso rivolgermi a Dio…e chi non ci crede? Cosa fa? Ci sono momenti in cui le persone nell’andare avanti incontrano varie difficoltà: economiche, sociali, di salute, affettive, etc. Se non c’è fede a chi si raccomandano? L’assenza di fede è come vivere nella notte, non si sa quale strada percorrere. Il cieco Bartimeo grida la preghiera: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me”. Non sottovalutiamo la forza della preghiera, non arrendiamoci di fronte a chi ci dice di smettere, che è inutile, o che nessuno ti risponde. Nonostante l’essere immersi nelle proprie difficoltà e fragilità, non arrendiamoci, insistiamo nel pregare contro ogni ostacolo. Quando va in crisi anche la nostra voglia di pregare, è quella l’ora di pregare. Il rischio, altrimenti, è quello di accecare la propria anima, una cecità maggiore di quella fisica. Il ruolo di ogni comunità è quello di accompagnare la preghiera e non di ostacolarla, di non zittire nessuno perché ogni persona possa parlare a Dio e ricevere da tutti ascolto e solidarietà. Talvolta il nostro stato di vita è troppo assuefatto a schemi monotoni e fissi, siamo anche noi prigionieri di nostre pigrizie: gettiamo via il mantello, rompiamo certi schemi e usciamo allo scoperto, affidiamoci a chi è in grado di riportare i nostri occhi a vedere, a vedere il Signore che passa. Essere guariti dalla cecità spirituale equivale a vedere Dio accanto a noi; questa è una espressione ardita, ma chissà quante volte dietro e dentro le situazioni che viviamo o abbiamo vissuto abbiamo avvertito con i nostri sensi la presenza amica di Dio. Bartimeo, guarito, vedrà di lì a poco il fallimento umano del suo guaritore, il Figlio di Davide il quale si abbandonerà alla malvagità degli uomini, ma anche nelle mani del Padre; vedrà quella croce tramite la quale tutti siamo perdonati, lo porterà a vedere oltre, oltre le cose, oltre i fatti, dentro Dio. Nonostante tante situazioni che ci prospettano un mondo avvolto dal male, accanto a noi, accanto a te ci sono sguardi, relazioni e affetti che rassicurano il cuore; abbandoniamo la nostra ingratitudine e iniziamo anche noi a vederci bene. Ascoltare la Parola è ascoltare il Signore che passa accanto a noi e ci salva. Questo ultimo miracolo, prima dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme ha lo scopo di sollecitare il nostro impegno nella famiglia, nella chiesa, nella società, tutti ambiti che necessitano di guarigione, per non rimanere immobili sotto la scarsa difesa di un mantello, ma per rialzarci dalle nostre situazioni malate e muoverci verso la luce. Impegniamoci a chiedere ciò di cui abbiamo veramente bisogno, non utilizziamo Dio per assecondare e validare le scelte sbagliate che facciamo. Chiediamo al Signore di vedere il mondo intorno a noi con la vista rinnovata del suo amore, così impareremo ad invocarlo, pregarlo e seguirlo.
Don Giuliano
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