Commento al Vangelo di Don Giuliano : SOLENNITÀ DI CRISTO RE

SOLENNITÀ DI CRISTO RE

Siamo abituati ad intendere il potere come una forza da esercitare sugli altri con lo scopo di dominarli, ma in questa ultima domenica dell’anno liturgico che festeggia la regalità di Gesù, siamo informati che il suo potere è ben altro. C’erano state nella vita di Gesù circostanze di successo che avevano infiammato di entusiasmo gli animi di tante persone tanto da portarle a decidere di eleggerlo re, ma Gesù era sempre riuscito a scansarsi. Adesso di fronte a Pilato, nel momento più difficile e tragico della sua vita terrena, Gesù si rivela, afferma di essere re, il re a servizio di una umanità ricostruita partendo dal cuore, di una umanità bisognosa di sperare oltre i limiti della povertà, di una umanità che finalmente può indirizzare le proprie preghiere e le proprie necessità a Colui che compassionevole e misericordioso saprà accompagnare ciascuno a varcare la soglia del suo regno. Il regno di Gesù, come Lui dice, non è di questo mondo, non segue le logiche della violenza, dell’odio, della guerra, è un regno diverso dove vige la pace e la comunione. La forte scena evangelica rivela la missione di Gesù, quale testimone della verità quella che afferma la vittoria della vita sulla morte, del bene sul male, quella che segue strade molto diverse da quelle intraprese dall’uomo. Sembra assurdo, ma non lo è, che quell’uomo, in condizioni miserabili, sfidi il potere di Pilato, il potere di Roma, il potere del mondo con l’unica e sola arma della propria debolezza. Riecheggiano le parole del profeta Isaia spesso citate in quaresima percorrendo la via crucis “disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia” (Is 53,3); e anche quelle di San Paolo “quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti” (1Cor 1,27). Cristo è il solo re, è colui che libera e che per noi dona la sua vita. Noi per mezzo del battesimo abbiamo ricevuto la medesima dignità regale: sia la sua mitezza di esempio per i nostri comportamenti per l’avverarsi della presenza del suo regno già in mezzo a noi. 

Don Giuliano

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑