III DOMENICA D’AVVENTO

Il motivo della gioia che domenica scorsa aveva toccato il cuore di Maria viene trasmesso anche oggi attraverso le letture di questa domenica “gaudete”. Si tratta della gioia cristiana che identifica nella presenza e nell’amore di Dio il motivo basilare di questo sentimento e atteggiamento. Ognuno dentro di sé è capace di giudicare il proprio stato generale, stato d’animo, stato di vita ovvero se in fondo, la persona riguardo alla propria esistenza, prova soddisfazione o contentezza, oppure prova disagio, incomprensione, incompletezza, sconforto, depressione. La relazione con Dio come incide nella nostra esistenza? Attraverso le persone, attraverso coloro che vivono l’esperienza della fede come fondamentale e che nelle proprie comunicazioni trasmettono questa loro condizione con semplicità e soprattutto con gioia. Ci sono motivi che fanno trasalire di gioia le persone; penso a chi è scampato da un pericolo, da chi dopo cure recupera la propria salute, dalla famiglia che attende e vede nascere il proprio figlio, da chi per qualcosa di grave commessa riceve il perdono, un semplice bacio, un abbraccio. Se pensiamo ad una vincita milionaria, ad una disonesta scalata lavorativa, ad avere cose e persone a più non posso; beh, allora ci allontaniamo di molto dalla prima serie di motivi che sono legati alla vita, alla salute, alle relazioni, mentre la seconda serie è legata all’avere e al possesso. La predicazione di Giovanni il Battista ci richiama a vivere una vita nella semplicità, nell’umiltà e concordia, superando gli ostacoli materialistici e preparandoci a ricevere e vivere il dono dello Spirito. Nelle difficoltà di vario genere, Giovanni porterà fino in fondo la sua missione testimoniando fede e coerenza. Nella nostra società complessa è sempre possibile trasmettere la nostra fede e alimentare con tanti buoni esempi la speranza in tutti, ma occorre ripartire da quelle domande inequivocabili che riguardano il nostro stato di vita alla luce oggi di una parola che senza mezzi termini ci invita a gioire sempre, a vivere il rapporto con Dio in modo permanente e solido. Come ci dice oggi San Paolo: “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti”. E noi che cosa dobbiamo fare? Vivere comportamenti semplici, rispettosi e giusti verso il prossimo, generosi verso i poveri. Portare avanti i propri compiti familiari, lavorativi accompagnandoli con gesti tali da infondere la propria gioia, quella di essere nati e cresciuti nella fede, e di trasmetterla a tutti i costi anche quando intorno a noi c’è il buio più profondo. Guardiamo ed indaghiamo intorno a noi, cerchiamo di scorgere i Giovanni Battista che sono intorno a noi e ad essere anche noi Giovanni Battista.
Don Giuliano
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