Commento al Vangelo di Don Giuliano : II DOMENICA DOPO NATALE

II DOMENICA DOPO NATALE

Siamo attratti e incuriositi dall’inizio del Vangelo di Giovanni; si tratta di un cantico teologico non di un trattato filosofico, profondo, capace di penetrare oltre la propria mente, raggiungere il cuore. Perché di cuore si tratta in questa pagina del Vangelo, un inizio che più che dello spettacolare ha una grande forza in quanto parla di qualcosa che è prima del tempo stesso e raggiunge l’oggi della nostra vita. Nel brano si legge una partenza lontana, prima della creazione, in quanto la Parola è Dio stesso, una Parola potente che crea la vita e vince la morte, una Parola impossibile che diventa possibile, una Parola che si fa carne, una Parola per l’uomo, per noi. Accogliere la Parola ci porta a Dio, ci spinge a utilizzare la nostra carnalità come strumento per diffondere e incarnare la sapienza. Giovanni ci parla di vita di Dio che è luce per l’uomo; luce contrapposta a tenebra, vita contrapposta a morte. La luce porta chiarezza nella vita, ci porta a vedere ciò che non vorremmo vedere, ma svolge quel ruolo che la sapienza (prima lettura) ricopre per leggere la realtà e condurci alla verità di Dio che ci ama. L’inizio del Vangelo di Giovanni “In principio” non va inteso in senso cronologico, ma a fondamento della realtà: alla base di tutto vi è l’amore. L’amore di Dio si è fatto visibile nel Figlio, si tratta di un amore che è venuto ad abitare la terra, ad abitare l’uomo. Se Dio ci abita non possiamo nasconderlo, non possiamo tacerlo, ma rivelarlo. In che modo riusciamo a riflettere il suo volto, la sua luce se continuiamo a praticare l’odio, la violenza, la morte? La frase che riguarda l’abitare di Dio in noi non possiamo prenderla alla leggera, ma sul serio è il nostro credo e senso della nostra vita. Quando vediamo l’uomo non rispondere a questa grande missione avvertiamo quanta mortificazione causiamo nei confronti di Dio riveliamo così la nostra ingratitudine e la nostra indifferenza, fagocitati solo dal nostro egoismo. Invece lo devi sapere che Dio ama anche la tua debolezza; se ti senti davvero piccolo sappi che Dio viene lo stesso in te e insiste nel farlo perché anche attraverso di te Egli vuole mostrare la sua gloria. Anche nei tuoi fallimenti e dispiaceri, Dio è lì con te e attraverso il suo spirito ti aiuterà a vedere e “comprendere a quale speranza” ti ha chiamato (seconda lettura). Dio ti ha scelto e ha riversato su di te la sua benedizione … ti ha dato il potere di diventare suo figlio. Accogli Dio, sempre, con tutto il tuo cuore.

Don Giuliano

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