Commento al Vangelo di Don Giuliano : EPIFANIA

EPIFANIA

Dio si è rivelato con il suo amore a tutta l’umanità. La sua è una rivelazione universale indicando proprio la strada dell’amore che lo porta a Lui. Praticare il bene porta ad incontrare Dio, attraverso modalità canoniche e non; non è più necessario appartenere ad un popolo o ad una razza specifica, avere un colore unico della pelle o a parlare una sola lingua. Ogni uomo può incontrare Dio, a ogni uomo Dio indirizza il suo amore. L’incontro con Dio non lascia indifferenti, procura in noi una grande gioia, ma per incontrare Dio, ci insegnano i re magi, occorre cercarlo, occorre camminare, al contrario dei potenti dei palazzi, che pur sapendo che quel re sarebbe nato nelle vicinanze non si muovono. Il racconto evangelico dell’Epifania costituisce un monito, un avvertimento proprio per coloro che già conoscono qualcosa ma non mettono in pratica quelle conoscenze. La nostra cultura è indubbiamente cristiana, ma pur di portare avanti le nostre comodità (che per grazia di Dio abbiamo anche se non lo riconosciamo) non la pratichiamo. Questa nostra indolenza non penalizza solo noi, ma anche gli altri e il mondo a noi circostante. Altro aspetto di questo racconto riguarda il luogo della nascita di Gesù: non si tratta di un palazzo o di una residenza lussuosa, ma di una semplice e umile dimora, casa, stalla, grotta o capanna che sia; c’è una stella lì sopra che non è altrove, ma non basta occorre qualcosa che è ancora più luminosa: la Parola di Dio è la luce che aiuta a non perdere di vista e a percorrere la strada giusta che porta a Dio. I magi vedono e adorano quel bambino, re dei re, mentre Erode non lo vedrà perché accompagnato solo dalla propria luce falsa e ingannevole che lo rende cieco. Questi aspetti vengono rivelati in questo giorno solenne al fine di non essere traditi dalle nostre convinzioni cioè quelle che ci fanno sentire a posto e tranquilli, pensando di assomigliare ai magi, mentre ci comportiamo e siamo come Erode. Spesso siamo coinvolti da questo duplice sentimento: da una parte la gioia di vivere la nostra fede e dall’altra l’avvertire turbamento e insoddisfazione riguardo a tutto. Come appartenenti alla comunità cristiana dobbiamo aiutarci gli uni gli altri a non far prevalere lo smarrimento, ma a saper indicare per mezzo della Parola la strada giusta. Nella vita di ciascuno ci sono persone che con la loro vita hanno illuminato e illuminano la strada da percorrere; diciamo loro grazie, perché se non fossero esistite ancora brancoleremo nel buio e difficilmente ci saremo avvicinati alla fede. Fermiamoci oggi in preghiera e adoriamo Gesù, riconosciamolo come i magi: re, Dio e uomo.

Don Giuliano

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑