Commento al Vangelo di Don Giuliano: II DOMENICA TEMPO ORDINARIO

II DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Nella prima lettura si profetizzano le nozze fra Dio e il suo popolo. Sarà l’amore di Dio talmente dirompente che trasformerà la desolazione di Israele in delizia e gioia. È l’amore di Dio che riempie di senso e di gioia la vita dell’uomo. Quando questa è vuota, come le anfore del Vangelo, ne consegue tristezza, amarezza e delusione. Ogni volta che ci manca qualcosa, ci sentiamo incompleti, siamo scontenti e infelici soprattutto siamo tristi: il perché non lo conosciamo finché non lo scopriamo, ma la verità è che ci manca il Signore. Quali sono per noi le cose che ci occorrono, forse i beni materiali o il sentirsi appagati e soddisfatti? Niente potrà occupare e riempire il cuore dell’uomo se non l’amore di Dio. Le nozze di Cana sono un pretesto per mettere in luce il fatto che il solo amore umano non è sufficiente per raggiungere la propria realizzazione, senza Dio non si raggiunge la vera gioia. Il vino rallegra il cuore dell’uomo ed è fra gli ingredienti del banchetto finale, è segno distintivo che produce gioia. La trasformazione di seicento litri di acqua in vino indica l’abbondanza del segno, l’abbondanza dell’amore di Dio verso l’umanità. Dio non ti dà solo quello che chiedi, ti dà di più. Ciò avviene nella celebrazione della Messa, in essa il Signore va oltre i segni, è Lui che si dona, è Cristo sposo che celebra le nozze con la sposa (chiesa, comunità, famiglia). La chiave di lettura di questa bellissima pagina evangelica è senza ombra di dubbio l’accogliere l’amore di Dio attraverso l’incontro o gli incontri quotidiani, mai banali, ma sempre ricchi. Se il profeta della prima lettura invita il popolo a non arrendersi di fronte alle difficoltà dell’esilio, ma ad alimentare la propria speranza, consapevoli del non abbandono di Dio, così Maria supera l’apparente conflitto con il Figlio indicando nell’ascolto delle sue parole e della sua volontà, la soluzione per arricchire e rendere piena la nostra vita. Nella circostanza in cui al nostro cuore manca qualcosa ascoltiamo Maria che dice: “qualsiasi cosa vi dica fatela” (sono le uniche parole di Maria nel Vangelo di Giovanni); si tratta di fidarsi delle sue parole. Continuamente il Signore parla mentre noi ascoltiamo altro; impegniamoci a non lasciare cadere quelle parole, le parole del Signore sono piene di vita, sono piene di forza. È nell’obbedienza alle parole di Gesù, anche se queste lì per lì non si comprendono, a cambiare e prolungare il corso della festa. Il vino nuovo è buono perché è frutto dell’amore di Dio, così come lo sono i doni dello Spirito (seconda lettura), essi sono finalizzati all’unità per il bene di tutti; ciascuno scopra quali sono i propri doni, per utilizzarli, per renderli utili, per riempire i vuoti di coloro che ne sono mancanti. Così facendo diffonderemo nel mondo tanti segni visibili che ci aiuteranno a credere e crescere nella fede.

Don Giuliano

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