II DOMENICA DI QUARESIMA

Coloro che vivevano la difficoltà dell’esilio erano invitati a non perdere la memoria della fede di Abramo che aveva creduto alle parole della promessa (prima lettura). Di fronte alle nostre difficoltà personali e a quelle che vediamo nel mondo è facile scoraggiarsi, ma c’è qualcosa che siamo invitati a cogliere e che apre alla speranza; questo qualcosa è il proprio cammino di fede, l’impegno ad ascoltare, meditare e pregare la Parola di Dio. In essa è inserita la promessa antica e nuova del perdono, del riscatto e dell’immortalità. Non si tratta di fondare la nostra speranza in soluzioni puramente umane, ma di accogliere quel di più che la promessa di Dio contiene per tutti. Per questo motivo è importante prendere sul serio le parole pronunciate dal Padre sul monte della trasfigurazione: ascoltate mio figlio. Si tratta di un ascolto che determina il permanere del bene in noi che risplende nella società tanto da costituire un esempio da seguire, come ci dice San Paolo (seconda lettura), il quale afferma la vita come percorso, come una graduale trasfigurazione fino al suo completamento nella gloria, in cielo. Il proprio cammino di fede costituisce il vero tesoro della nostra vita e ogni volta che riusciamo a “vedere” la presenza trasfigurata e trasfigurante di Cristo negli altri ci procura una grande gioia e soprattutto siamo raggiunti da una bellezza indescrivibile. Ciò che preoccupa l’apostolo è la sofferenza per coloro che non solo non credono e aderiscono al messaggio cristiano, ma che si comportano da nemici della croce; il rischio è la loro perdizione. Se devo essere sincero provo dispiacere per coloro che non credono, ma credo e spero allo stesso tempo nell’azione dello Spirito che secondo le sue logiche agisce al di là dei nostri giudizi. Perciò occorre praticare in ogni circostanza quei comportamenti che testimoniano la fedeltà e la coerenza dell’essere credenti. Come farlo? Il Vangelo odierno ci dà la risposta: attraverso la preghiera. Gesù di fronte alla difficoltà del suo sacrificio da affrontare rivela ai suoi discepoli l’importanza della preghiera che ci aiuta ad approfondire la fede, ci dona coraggio, alimenta la speranza. Se da una parte i discepoli assisteranno al brutale spettacolo della morte di Gesù, in loro rimarrà impressa la verità comunicata con la trasfigurazione, così come in noi rimangono impresse parole e ricordi di quelle persone che sono state chiamate a Lui, luci che continuano a scaldare e a confortare, che ci hanno trasmesso con la loro fede la presenza del Signore. La nostra conversione avviene stando a contatto con il Signore; non perdiamoci mai d’animo nel cercare il volto del Signore, Egli continuerà a manifestarsi trasfigurato in tutti coloro che ci amano.
Don Giuliano
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