Commento al Vangelo di Don Giuliano : V DOMENICA DI QUARESIMA

Rimasero in due, la donna e il Signore, la miseria e la misericordia come dice Sant’Agostino, come dice anche l’inizio della quaresima, cammino in cui si approfondisce il rapporto personale fra ogni singola persona e Dio; Dio che (ti) vede nel segreto…. Di fronte al Signore ognuno di noi si mostra com’è, spesso carico di miserie e dei propri peccati che appesantiscono la vita, che offuscano ideali e propositi e che ci costringono a stare di fronte al Signore a testa bassa. L’accusare gli altri, puntare il dito e giudicare non è una posizione che ci possiamo permettere, appartiene solo a Dio. Quella donna che stava per essere condannata era già stata lapidata dalle accuse, dalle offese, dai giudizi scagliati verso di lei da altrettanti peccatori che magari erano stati complici dello stesso peccato e per questo motivo di fronte all’invito di Gesù di scagliarle addosso i sassi se ne andarono uno dietro l’altro perché non erano senza peccato come prescriveva la legge. L’unico che può condannarla rimane lì con lei; ma potrà colui che ha aperto strade nel deserto e immesso fiumi nella steppa (prima lettura) non prospettare anche per lei una vita nuova? “Donna” le dice, come a ridarle una integrità, come a rivestirla della sua identità di creatura, non più oggetto di desiderio carnale, ma destinataria di vero amore, quello del Signore, un amore che guarisce, che unisce, che abbraccia, un amore che libera dal peccato, un amore che rialza gli sguardi, che non ti spoglia, ma che ti riveste, ti ridona bellezza.  Di fronte a questo quadro evangelico è il momento di ripensare i propri incontri con il Signore che ci ha aperto e continua ad aprire strade nuove nella nostra vita che ci invita a convertire i nostri stati d’animo, i nostri atteggiamenti nella direzione della pace, dell’accoglienza, del perdono. Non è decisivo ciò che abbiamo compiuto di sbagliato nella nostra vita, per il Signore ciò è acqua passata, quello che conta è il bene che possiamo fare da qui in avanti. Lasciamo cadere a terra tutte quelle pietre sospese che stiamo per lanciare contro qualcuno, se non lo facciamo ricadrebbero su di noi e ci schiaccerebbero; abbandoniamo le vecchie strade dei nostri peccati e percorriamo quelle dell’amore che ci ridonano la speranza nel domani.

Don Giuliano

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