Commento al Vangelo di Don Giuliano : II DOMENICA DI PASQUA

II DOMENICA DI PASQUA

Abbiamo trascorso l’ultima settimana, la cosiddetta ottava di Pasqua (in quanto ogni giorno di questa settimana è stata celebrata la liturgia del giorno pasquale), con l’attenzione rivolta alla morte di Papa Francesco e a tutte le trasmissioni che parlavano di questo evento culminato nella celebrazione dei funerali in piazza San Pietro. Cosa è che abbiamo visto? Cosa è che abbiamo ascoltato? Ciò che è stato vissuto in prima persona o partecipato da casa davanti alla tv costituisce un “segno” che contiene molte informazioni utili per la nostra persona, per la nostra spiritualità, per il nostro coinvolgimento e per la riflessione. Il “segno” rimanda a qualcosa o a qualcuno; per noi cristiani rimanda a Dio, a Gesù, alle sue azioni, opere e miracoli. Si tratta di qualcosa di molto utile per la nostra crescita spirituale, per la nostra fede. La fede infatti cresce attraverso l’accoglienza dei doni di Dio, dei suoi segni seminati sul nostro cammino esistenziale. Nel salutare Papa Francesco abbiamo riascoltato le sue parole, rivisto immagini e preso atto della sua testimonianza. La fede è senz’altro un atto di fiducia nei confronti di Dio, ma anche conseguenza di piccoli o grandi avvenimenti che a Lui rimandano. Il Vangelo pasquale dell’apparizione di Gesù ai discepoli sottolinea l’importanza della fraternità cristiana, della propria comunità parrocchiale quale ambito nel quale il Signore si manifesta e sollecita a vivere la comunione. La propria comunità è un luogo nel quale siamo invitati a cogliere reciprocamente nella presenza dell’altro un “segno” di fede. Il Vangelo ci dice che questa accoglienza del segno non è affatto facile in quanto il segno passa attraverso la nostra misera e fragile umanità. Pur avendo vissuto una profonda fraternità con il resto dei discepoli, Tommaso non è in grado di credere alla resurrezione e nemmeno alle parole dei suoi fratelli. Facciamo in modo di essere sempre credibili sia come singoli, sia come comunità, impegnandoci a superare le ambiguità e le ipocrisie. Gesù risorto mostrando i segni della passione ci dice che quei segni sono prova di un amore donato immeritatamente a tutti noi; un invito a cogliere nelle sofferenze i segni di amore e di affetto, segni vicini al Signore. Come verso Tommaso anche a noi il Signore non rimprovera la nostra incredulità, ma ci aiuta, ci viene incontro con fatti, parole, esperienze. Per cui cerchiamo di vedere, di capire e di credere in Lui grazie anche all’aiuto dello Spirito Santo; nella vita di ciascuno sono tanti i segni che ci toccano e si vedono, non ultimo anche la partecipazione di centinaia di migliaia di persone ai funerali di Papa Francesco, persone che parlavano con i loro volti e i loro sguardi pieni di gratitudine e di speranza. Credi e vivi nella gioia del Signore Risorto. Alleluia.

Don Giuliano

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