Commento al Vangelo di Don Giuliano : IV DOMENICA DI PASQUA

IV DOMENICA DI PASQUA

Habemus Papam! Questa coincidenza con la prima domenica in cui abbiamo il nuovo Pontefice ci apre davvero alla speranza. Nella prima domenica di Papa Leone, la Chiesa ci mette in ascolto di pochi e brevi versetti del Vangelo, ma talmente significativi ed incisivi che il non ascoltarli evidenzierebbe non solo il nostro egoismo, ma anche la nostra mancanza di fede perché in questo brano si parla di fiducia fra il pastore e il proprio gregge. Il tema del buon pastore è stato anche toccato da Papa Leone nella sua prima omelia nella Cappella Sistina. La caratteristica del rapporto fra Dio e noi o è l’ascolto – così come adesso c’è moltissima attenzione alle parole pronunciate dal nuovo Papa – per poter procedere nel cammino della fede, oppure rischiamo di smarrire il punto di riferimento, Cristo, che ci soccorre e ci salva. Così adesso sfruttiamo questo momento di maggiore attenzione verso il nuovo Papa, ma continuiamo a farlo anche domani. Lo dico perché siamo soliti dimenticarci presto ciò che dice il vangelo domenicale, ciò che dice Gesù e continuiamo a fare le cose a modo nostro, figuriamoci se staremo per lungo tempo attenti alle parole di Papa Leone. Non dobbiamo dare per scontato il nostro ascolto, spesso ci sembra di ascoltare, ma rimane un ascolto molto superficiale che non penetra le nostre decisioni e le nostre scelte e non è sufficiente per seguire il Signore. I segnali che provengono dal nostro mondo lontano e vicino ci dicono che non stiamo seguendo il Signore, ma altro, nonostante le parole di Gesù siano confortanti e soprattutto superiori ad ogni protocollo di sicurezza: “nessuno le strapperà (le pecore) dalla mia mano”. Citando le parole di San Paolo quando dice che niente e nessuno ci separerà né la tribolazione e nemmeno la morte, siamo raggiunti dall’abbraccio protettivo di Dio. Il Pastore eterno conosce fino in fondo le verità scottanti dei nostri smarrimenti e ci verrà a cercare per non perdere nessuno di coloro che gli sono stati affidati; non lasciamo cadere nel vuoto la sua voce il suo richiamo che ci raggiunge singolarmente e come comunità.  Ciò che occorre è che il gregge rimanga unito, così come la chiesa e ogni comunità cristiana, occorre non spezzare i legami fraterni, di conoscenza, comunione e carità; occorre che tali legami siano sostanziosi in cui la sostanza è il nostro rapporto con il Signore e la nostra storia di fede con Lui. Qui sta il nostro impegno e la nostra missione di evangelizzazione come lo fu per i primi apostoli (prima lettura), uno stare e diffondere la luce del Vangelo che ha illuminato la vita delle persone di allora ed è in grado di illuminare tutti coloro che si fermano in ascolto oggi e accolgono nel cuore la Parola.

Don Giuliano

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