V DOMENICA DI PASQUA

Anche in questa Domenica vengono pronunciate parole telegrafiche con le quali il Signore prepara i discepoli al “dopo di Lui”. Lo fa nella circostanza della Cena come ad indicare il punto di riferimento della vita della comunità accompagnata dalle parole che sostengono la sua presenza nel mondo: attraverso l’amore reciproco. La missione della chiesa è essere chiesa, prima di tutto amare, per poi annunciare, per poi servire, e ancora amare. Per amore, il Signore, non intende l’amore sdolcinato o l’affetto superficiale ed infantile; l’amore del Signore è rivestito della forza rigenerata dall’azione dello Spirito e dalla resurrezione per cui è un amore robusto che abita il cuore umano (seconda lettura). L’amore di Dio vince i nostri dolori, le nostre disgrazie, le nostre lacrime; esso non può rimanere inchiodato alla croce, esso vince la morte, l’amore vince sempre. Nell’obbedire al comandamento del Signore continua a realizzarsi la permanenza di Dio nella nostra vita quotidiana; un compito bello quello del cristiano, ma anche pieno di insidie, prima di tutto la tentazione di rinunciare a mettere in pratica l’amore soprattutto verso coloro che giudichiamo distanti e lontani e poi anche quella di non mostrare la propria cristianità per non incorrere in giudizi che ledano l’apparenza della nostra persona. Ricordiamo le parole dell’apostolo: “Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro” (2Tm 1,8). Solo l’amore rende visibile Dio, Dio lo si vede nell’amore; è lì che si manifesta la gloria di Dio. La gloria infatti è l’apice dell’amore e si raggiunge nel seguire il Signore anche laddove l’amore è tradito, è umiliato, è crocifisso. Sarà bello, e non solo, poter constatare che il Signore risorto continua la sua opera misteriosa e silenziosa, abitando cuori e illuminando menti, guidando la sua Chiesa e rinnovando la vita di tutti coloro che con umiltà lo ascoltano e rispondono a Lui con amore…..come Lui ci ha amati e ci ama.
Don Giuliano
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