PENTECOSTE

Ci troviamo quasi sempre a disagio quando parliamo dello Spirito Santo perché, oltre a non conoscerlo bene, pensiamo anche non funzioni bene in quanto gli chiediamo che cambi e trasformi la nostra vita o le cose intorno a noi senza pensare a quello che è il primo passaggio da fare: accoglierlo. Infatti la cosiddetta terza persona della Trinità è venuta nel mondo non per cambiare le cose esterne, ma il cuore dell’uomo, senza forzarlo, ma consigliarlo e indirizzarlo al bene contrariamente a coloro che seguono lo spirito mondano dedito solo a soddisfare il proprio egoismo allontanandosi da quella bellissima immagine e espressione che è “tempio di Dio” quali noi siamo. È proprio questa, secondo le letture di oggi, la presenza ordinaria, giornaliera, permanente dello Spirito che ci aiuta a stare lontani dal male, a ricercare la bellezza della vita e delle persone nel quotidiano a vivere incontri di amicizia e comunione senza cadere nelle maglie perverse che tendono a soddisfare il proprio egoismo e portano inevitabilmente alla morte (seconda lettura). L’abitare dello Spirito dentro di noi ci collega al cuore di Dio, ce lo fa riconoscere come Padre, ma ciò che è importante, ci aiuta a vivere l’affetto e l’amore in andata e ritorno in un continuo ascolto e messa in pratica di quelli che sono i suoi comandamenti. Infatti nel Vangelo Gesù pone una condizione, l’unica, per entrare in questo rapporto costruttivo e vitale per l’uomo: amare Gesù. Da qui ha origine l’opera di cambiamento e trasformazione anche del mondo attraverso una collaborazione continua, avvertendo nel proprio animo l’invito a penetrare la storia e la società portando la propria presenza di pace e di giustizia. Lasciamoci oggi, nelle nostre chiese e nelle nostre case, raggiungere dal vento dello Spirito che è vento di amore, che ci insegna ad amare nel modo di Dio, senza forzature, senza mancare di rispetto, ma resi pieni di riconoscenza perché sentirsi amati è bellissimo, riempie la vita, colma buche, ripara le ferite dei cuori. Facciamo in modo che nella nostra vita giunga la vita di Dio che ci indirizza verso l’eternità, ci smuove dalle nostre roccaforti e ci spinge in fuori per raggiungere tutti: i diversi di colore, i diversi per lingua, i diversi per tanti motivi, ma tutti resi capaci di ascoltare il messaggio universale della Pentecoste accompagnato dalla sua luce che guarisce tutta la nostra umanità malata.
Don Giuliano
Lascia un commento