Commento al Vangelo di Don Giuliano: SANTISSIMA TRINITÀ

SANTISSIMA TRINITÀ

Rispetto alle altre confessioni cristiane, noi cattolici celebriamo il dogma della SS. Trinità a seguito delle affermazioni teologiche approvate nel concilio di Nicea nel 325 di cui quest’anno ricorrono 1700 anni. All’interno dei rapporti divini fra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo circola l’amore che è la vita di Dio e che è anche la nostra vita; senza amore si muore, non si vive, scompare il senso e il significato di tutto ciò che ci circonda. Dio eterno ha iniziato a comunicare questo amore all’umanità che, in ogni epoca e in ogni tempo compreso l’attuale, ha dimostrato sempre tanta difficoltà nel recepirlo. Possiamo dare la colpa a tutto e a tutti, ma non possiamo escluderci da questa responsabilità quella cioè di essere insensibili all’ascolto della Parola e quindi a non metterla in pratica, al non partecipare alla cena eucaristica e quindi non avvertire la comunione con il Signore Gesù, al non accogliere il dono dello Spirito e quindi a non far vivere Dio dentro di noi e rendere il nostro corpo abitazione di Dio. Pensare e riflettere sulla SS. Trinità non ci coinvolge per un appagamento del sapere teologico, ma ci fa partecipare ad una eredità che il Signore ci ha lasciato al fine di essere noi stessi continuatori della sua esperienza; siamo fruitori e utilizzatori di consigli ed insegnamenti che il Signore ci ha lasciato e al tempo stesso anche annunciatori di essi con la nostra vita. Questo compito, questa responsabilità è grazia di Dio (seconda lettura) in quanto ci pone a contatto e in comunione con Lui. È bello sapere che Dio si è coinvolto in noi, si è contaminato; si tratta di una contaminazione d’amore, non per il nostro male, ma per il nostro bene, non per condannarci, ma per salvarci. Secondo il discorso di Gesù, l’azione dello Spirito Santo oggi prosegue tutto ciò che in precedenza era stato realizzato dal Padre e dal Figlio. Soprattutto lo Spirito ci aiuta a comprendere la verità delle affermazioni del Signore; se non intervenisse lo Spirito non comprenderemmo le parole del maestro. Dio continua a rivelare se stesso ed è proprio tramite lo Spirito che possiamo decifrarlo. La frase di Gesù è anche carica della forza della speranza, lo Spirito aiuterà a capire quello che fino ad ora non abbiamo compreso, ma lo comprenderemo, ci vorrà tempo, ci vorrà pazienza, occorrerà il nostro impegno. Se non creiamo con la Parola di Dio un rapporto, una confidenza, un uso, questa si staccherà da noi e resterà sempre più lontana. La nostra fede è mutevole in base all’uso della Parola la quale ci trasmette la persona di Gesù a cui è agganciata e ci rimanda al Padre da cui essa ha origine. Che la presenza di Dio mai venga meno assieme alla sua forza di comunione impressa in noi ogni volta che ci facciamo il segno di croce, un segno semplice, ma allo stesso tempo segno della vicinanza di Dio dentro e fuori di noi.

Don Giuliano

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