XIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO

La pericope evangelica segue quella di domenica scorsa, accenna nuovamente all’impegno di ciascuno a non fare della ricchezza il proprio Dio, a non cadere nell’idolatria, ma a condividere. Il gruppo dei discepoli di Gesù è da lui stesso definito un “piccolo gregge”, libero dalla schiavitù delle ricchezze, non solo da quelle materiali, ma anche da quelle convinzioni di sentirsi superiori rispetto agli altri. Il piccolo gregge è riferito ad ogni comunità cristiana, piccola rispetto al resto del mondo. Di fronte a questa discrepanza, la grandezza del mondo e la piccolezza del gregge, Gesù pronuncia una frase che tranquillizza: “non temere…al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”. Possiamo parafrasare e aggiungere: non abbiate paura, siate fedeli, siate uniti, vogliatevi bene; il Signore torna, tornerà e noi dobbiamo essere attenti e svegli non per senso di dovere, ma per rispetto e grande amore verso Dio, un Dio accolto nella nostra vita nell’amicizia, con disponibilità, come compagno di viaggio, come invito alla fede, che “è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede” (seconda lettura). Ogni comunità è chiamata a mettere in pratica gli insegnamenti di carità pronunciati dal Signore, dall’aiuto reciproco alla vigilanza, cioè quell’attenzione e pensiero permanente che ci accompagna nello scorrere del tempo. Cerchiamo di non commettere gli errori del servo infedele, che prendendo alla leggera gli avvertimenti del padrone arrivò perfino a percuotere gli altri servi sostituendosi al vero padrone, dal quale fu condannato alla punizione più severa. Non siamo i padroni, ma siamo coloro a servizio del padrone che ritorna dalle nozze nel momento più impensato. La fraternità e l’amore sono e saranno sempre segni distintivi di quella comunione tanto difficile da vivere in ogni comunità, ma con coraggio (come quello di Abramo) e impegno dobbiamo provarci e con l’aiuto di Dio realizzarle. Gesù pronuncia questo discorso mentre si sta preparando a vivere la sua Pasqua e per questo motivo rassicura i suoi discepoli a non avere paura, ad essere attenti di fronte a tutto quello che sta per accadere. C’è una salvezza preparata per tutti attraverso il sacrificio di Gesù. A noi è dato partecipare ad un grande tesoro, quello del cielo, il Regno, sostenuti dalla preziosa presenza di Dio in un mondo che sembra soccombere di fronte a tante forze che schiacciano e umiliano l’umanità. Gesù ha scelto di abitare la piccolezza, è venuto e ci viene incontro. Desideriamo anche noi la beatitudine di quel servo che al momento del ritorno a casa del padrone viene servito; questo cambio di ruoli è già avvenuto con il sacrificio di Gesù, non dimentichiamolo. Adesso è il momento di corrispondere al progetto d’amore di Dio, amministrando bene la nostra vita e i nostri beni, favorendo l’avvicinarsi del suo Regno perché ognuno si senta salvato.
Don Giuliano
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