Commento al Vangelo di Don Giuliano: XXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

XXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO

 Ogni volta che trattiamo il tema della sequela, seguire Gesù, a primo acchito ci entusiasmiamo e ci sentiamo coinvolti, ma spesso la prima reazione è solo emotiva o, peggio, solo superficiale. Nel proseguo della trattazione del tema andando a toccare la nostra libertà, il nostro tempo e i nostri sentimenti, di fronte alle affermazioni dure di Gesù, oggi riportate nel vangelo, potremmo essere assaliti da dubbi e ripensamenti. Le parole di Gesù sono dure, difficili; come si fanno a criticare i rapporti familiari? La famiglia non si tocca! Se approfondiamo non è questione di critica, è questione di affetto profondo sottolineato dalla frase “di più” che coinvolge l’ordine di precedenza o importanza dei nostri rapporti. Come si fa ad amare di più una persona invece di un’altra? Intendendo con amore tutta quella sequenza di affetti e sentimenti che già naturalmente riserviamo alle persone di famiglia e più vicine mentre avvertiamo più difficoltà verso persone occasionali o a noi lontane o sconosciute. Già questo impone una riflessione sulla nostra conoscenza delle persone e anche verso Dio, quindi verso Gesù che si è fatto, attraverso l’incarnazione, Dio prossimo. L’accogliere la Parola di oggi ci aiuta a rinnovare i rapporti, da quelli familiari a quelli amicali: non più padrone-servo, ma fratello-fratello (seconda lettura). Amare di più Gesù ci aiuta ad amare meglio gli altri, a rivestire le nostre relazioni con le motivazioni della nostra fede, superando il grande rischio di assolutizzare i rapporti familiari (e in essi rinchiuderci e rendere sterile l’ambiente familiare). Siamo invitati a spogliarci di tutte quelle relazioni che spesso rendono viziata la nostra vita e nella quale poi non c’è posto per Dio. Infatti, come diciamo spesso? C’è posto per Dio quando mi va, quando mi ricordo, ma poi a Dio non ci penso più di tanto, ho altri pensieri. Se non facciamo posto a Dio, Lui rispettandoci, non entra, continuerà a bussare alla nostra porta, ma non entra. Occorre fare uso di quella sapienza che ci aiuta a riflettere per leggere nella vita il disegno di Dio (prima lettura). Per questo è necessario che il nostro tempo sia utilizzato per la preghiera, per sintonizzarci con la Parola e scoprire la direzione da seguire. Da un punto di vista personale ma anche comunitario ogni tanto è bene fermarsi e chiedersi cosa stiamo portando avanti, su quale progetto siamo impegnati. È bene valutare tutti gli elementi per comprendere la nostra destinazione, si tratta di fare discernimento. Ricordiamoci gli insegnamenti sull’umiltà, affrontati nelle ultime domeniche, servono per orientare di più lo sguardo, l’attenzione, l’ascolto verso Dio. Nella sequela c’è la propria croce da portare, sicuramente pesa ed è impegnativa, ma siamo chiamati a portarla con amore, l’amore verso quelle persone che incontrate nel cammino della nostra vita ci richiamano a scoprire il nostro ruolo e la nostra vocazione per raggiungere insieme la meta della salvezza. Consapevoli delle nostre forze e delle nostre debolezze, accogliamo, conosciamo e viviamo l’amore libero e gratuito di Gesù e continuiamo a desiderare di diventare ed essere suoi discepoli.

Don Giuliano

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