CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Si fa presto a fuggire i confronti con gli altri, spesso si scherza, si prende in giro e talvolta si giunge anche alle offese. Nei Vangeli coloro che si sono confrontati con Gesù, alcuni sono rimasti muti, qualcuno è fuggito con la coda fra le gambe, altri che ostentavano la propria superbia soprattutto verso i deboli e i malati hanno deriso pure il crocifisso, dolorante e inerme, accusandolo di impotenza, inchiodato alla croce e messo ben in vista che quel re che tanti acclamavano non era altro che un povero disgraziato su cui infierire e manifestare la propria cattiveria provandone pure soddisfazione. Potremmo quindi scandalizzarci quando oggi ancora perdura questo tipo di comportamento nei confronti di coloro che praticano e cercano di seguire la propria religione, in questo caso la religione cattolica? Talvolta noi cristiani siamo anche bersagliati da quello che potremmo definire “fuoco amico” dovuto a distanze e divisioni all’interno della chiesa stessa e se non vogliamo citare le divisioni, citiamo quei rapporti blandi e superficiali che non approfondiscono i rapporti e le relazioni fra persone credenti. Insomma, così facendo non possiamo dire di essere messi in croce, ma sicuramente ci sentiamo allontanare, avvertiamo l’indifferenza aleggiare intorno a noi. Eppure, nell’ora più buia, più umiliante e terrificante per nostro Signore, Egli ha mostrato la sua regalità. Vi ricordate il dialogo con Pilato? “Allora dunque tu sei Re?” Tu lo dici, io sono re” aveva risposto Gesù, “Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce” (Gv 18,37). La verità è l’amore infinito di Dio proprio stampato e inchiodato nella carne del Signore crocifisso. Purtroppo, molte, troppe persone rimangono a guardare anche oggi per scommettere o meno sul desiderato miracolo. Gesù non scenderà mai da quella croce divenuta il suo trono regale. Pochi, troppo pochi riescono a “vedere” in quel Cristo in croce la grandezza e la potenza di Dio, di colui che si sacrifica per amore e come tale viene riconosciuto. Non ha un nome il ladrone che si rivolge a Gesù chiamandolo con il suo nome e anche riconosce che ha un regno; lui appeso alla croce avverte la salvezza vicina a sé, ne approfitta forse come ha sempre vissuto nella vita, ma questa volta il bottino è grosso, in palio c’è tutta quanta la sua esistenza. Il miracolo non lo vede nessuno, ma è già iniziato per quel ladrone e per tutti coloro che ascoltano la Parola di Gesù, per coloro che partecipano la sua Cena, per coloro che vivono con accanto la presenza dello Spirito, il quale ci aiuta a mantenere la direzione giusta, quella del perdono, quella della redenzione, quella del paradiso. Ringraziamo il Signore per questo, in quanto è oggi per ciascuno di noi il giorno del miracolo.
Don Giuliano
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