Commento al Vangelo di Don Giuliano: I DOMENICA D’AVVENTO

I DOMENICA D’AVVENTO

L’inizio di qualcosa è l’occasione non per proseguire nella nostra monotonia, ma per dare una scossa una svolta, una novità. Così anche l’inizio di un anno liturgico serve a riordinare i pensieri, ad avvicinare il corpo e lo spirito, a dare l’orientamento giusto agli sguardi, a distinguere le priorità da ciò che è superficiale e di poco valore da ciò che vale più di tutto. La lettura di Isaia invita a salire verso il tempio, verso il monte, verso Dio; si tratta di un movimento da fare insieme un richiamo all’importanza della collettività o, meglio, della comunità in quanto siamo invitati ad aiutarci l’un l’altro nello scoprire la strada da percorrere che è lastricata dagli insegnamenti che provengono da Dio. Insieme ci si può aiutare, ci si deve aiutare; l’invito consiste nel farlo con entusiasmo, perché la meta è la pace, quella che manca in tutti i luoghi, in tutte le situazioni. Si parla di cammino nella luce tanto da esserne di essa rivestiti (seconda lettura) ed equipaggiati da “armi” della luce, armi che combattono il male, senza fare stragi, ma facendo il bene evitando che siano distrutti i sogni, i desideri, i cuori e la bellezza di un mondo migliore. Stessi richiami ad alzare il livello della propria attenzione riecheggiano nel brano del vangelo: si parla di vigilanza, di sguardi attenti per avere prontezza nella fede riguardo alle situazioni che viviamo. Siamo invitati a vivere il tempo con la consapevolezza che il Signore è presente in modo permanente e fare in modo di non cadere nei cicli ripetitivi della vita; la normalità, la quotidianità non deve diventare appiattimento altrimenti si perde l’orizzonte del nostro traguardo. La nostra vita futura si decide nel presente, scriviamo oggi il nostro futuro senza mancare l’appuntamento con Colui che ci chiama ad essere svegli, ad essere pronti, ad essere parte del Mistero di Dio. “Tenetevi pronti” recita il passaggio finale del vangelo di oggi perché il Signore verrà…no! Non dice così, il verbo è al presente, dice “viene” adesso, ora, qui. Non accontentiamoci di riempire le nostre giornate con cose futili, talvolta banali, riempiamole di senso, riempiamole di Dio in modo da non avere paura di niente, di non temere l’arrivo dei ladri che non ci porteranno via nulla, soprattutto non ci porteranno via Dio che custodiamo con vigilanza dentro di noi. Se penso a questo mi rendo conto di quante persone sono state derubate di Dio e al suo posto o c’è il vuoto o ci sono cose che solo apparentemente riempiono, ma come quei cibi che hanno troppe calorie e zuccheri, riempiono ma non appagano anzi stimolano il piacere senza fornire una reale e duratura sazietà e purtroppo sono pericolosi per la salute.  Impegniamoci tutti nell’attesa di ciò che più manca in questo mondo: l’amore; impegniamoci a vivere ogni momento del nostro tempo come propizio per fare il bene, per amare come lo siamo tutti noi da sempre, da Dio, amati.

Don Giuliano

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑