
SAPEVI CHE L’ OLIO SUL CAPO DELLA PECORA NEL SALMO 23 NON ERA SIMBOLICO… MA UN ATTO DI COMBATTIMENTO SPIRITUALE?
Molti leggono il Salmo 23 come poesia. Davide lo scrisse come riflesso della cultura pastorale ebraica e della rivelazione profetica.
Quando dice: “Ungi il mio capo con olio” (Salmo 23:5),
non si riferisce solo al conforto. Si riferisce a protezione, strategia, salvezza e vittoria sul nemico.
Per il pastore ebreo, l’olio sul capo della pecora aveva uno scopo ben preciso. E quando lo si capisce… il salmo esplode di rivelazione.
LE PECORE AVEVANO UN NEMICO MORTALE: LA “MOSCA DEL NASO”
In Medio Oriente, c’era (ed esiste ancora) un insetto chiamato Oestrus ovis, noto come mosca delle pecore.
Come danneggiava le pecore ?
Deponeva larve nelle narici delle pecore.
Queste larve migravano verso la testa.
Provocavano infiammazione, irritazione e disagio.
Molte pecore sbattevano la testa contro le rocce per lenire il dolore.
Alcune morivano nel tentativo di fermare il fastidio.
Davide, da pastore, lo vide innumerevoli volte.
Ecco perché, prima dell’estate e durante la stagione degli amori, i pastori ebrei strofinavano la testa delle pecore con olio profumato.
Era una miscela di:
olio d’oliva
resine aromatiche
erbe repellenti
L’olio aveva due effetti:
Respingeva il parassita: l’insetto non poteva infilarsi nelle narici.
Guariva le ferite minori: preveniva le infezioni ed evitava il tormento.
La pecora era protetta nel suo punto più vulnerabile: la testa.
IN EBRAICO, “UNZIONE” È PIÙ CHE VERSARE OLIO
La parola per “ungere” è: מָשַׁח mashaj (la stessa radice di Mashiach – Messia)
Non è una decorazione spirituale. È designare, proteggere, abilitare, coprire, sigillare.
Quando Davide dice: “Ungi il mio capo con olio”,
sta dicendo:
“Copri i miei pensieri”.
“Proteggi la mia mente dagli attacchi”.
“Sigilla le mie emozioni”.
“Impedisci al nemico di mettere ‘larve spirituali’ nella mia testa”.
“Guarisci le ferite invisibili che gli altri non vedono”.
Il salmo non è gentile. È una guerra spirituale in linguaggio pastorale.
L’OLIO ERA UN ATTO PROFETICO DI IDENTITÀ E PROTEZIONE
Per un ebreo, la testa rappresenta:
autorità
identità
pensiero
direzione
corona spirituale
Il nemico cerca di attaccare lì. Davide dichiara:
“Il mio Pastore non solo mi nutre… protegge la mia mente”.
GESÙ È IL PASTORE CHE UNGE LA MENTE DEL GREGGE
Quando dice: “Io sono il Buon Pastore” (Giovanni 10:11),
sta affermando:
“Io sono colui che copre il tuo capo”.
“Io sono colui che protegge i tuoi pensieri”.
“Io sono colui che ti custodisce dal tormento interiore”.
“Io sono colui che guarisce ciò che è invisibile”.
L’olio del Salmo 23 è un’immagine dello Ruach HaKodesh, lo Spirito Santo, che unge la vita del credente:
Calma l’ansia
Libera dall’oppressione
Guarisce le ferite interiori
Impedisce al nemico di seminare pensieri tossici
Porta pace nella valle dell’ombra della morte
SENZA OLIO, LE PECORE SOFFRIRANNO.
SENZA LO RUACH, IL CREDENTE DIVENTA UNA FACILE PREDA.
Ecco perché Davide dice: “Adonai è il MIO pastore”. È un salmo da vivere ogni giorno nella battaglia spirituale.
Quando il mondo ti bombarda,
quando il nemico sussurra,
quando l’ansia cerca di entrare…
Il Buon Pastore ha già preparato l’olio.
La sua protezione non è simbolica.
È reale.
È quotidiana.
È potente.
Gesù non guida solo i tuoi passi… Unge la tua mente.
Ecco perché Davide conclude dicendo: “La mia coppa trabocca”.
Perché una mente protetta produce un cuore pieno
e una vita traboccante di vita!!!
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