Commento al Vangelo di Don Giuliano: SANTO NATALE 2025

SANTO NATALE 2025

Può succedere, e succede, quello di ridurre il Natale ad un bellissimo siparietto come i personaggi di cartapesta, gesso o pvc che compongono il presepe. Il presepe ci aiuta a fermare e formare in noi l’immagine di un avvenimento unico. Il presepe è una rappresentazione, ma di un evento incredibile, che non si ferma al solo dato storico che dà ordinamento al tempo, ma che si ripete nella quotidianità tanto da rendere quest’ultima straordinaria. Il solo pensare all’eternità, alla grandezza e onnipotenza di Dio che confluisce nella vita e nella dimensione carnale umana dovrebbe sbalordirci, dovrebbe entusiasmarci e farci trasalire di gioia. Si tratta infatti di accogliere Dio che scende fra noi e allo stesso tempo essere sollevati da abitudini, pratiche e tradizioni divenute piatte, neutre, spesso indifferenti. Non possiamo celebrare il ricordo di questo evento di grande portata riducendolo alla sola tradizione, ma tutti assieme, singoli, famiglie e comunità, essere in grado anche di trasmettere il Santo Natale di Nostro Signore. Sicuramente la Chiesa non ha dimenticato il messaggio, il contenuto del Natale, ma il più delle volte si trova anch’essa in difficoltà nel trasmettere, nel comunicare, nel proclamare, nel parlare del Natale perché ciò accade a noi. Se conoscessimo la profondità del contenuto del Natale forse ci comporteremmo meglio, ci daremmo una regolata riguardo ai nostri comportamenti. Desideriamo tanto la pace, ma quando questa viene non l’accogliamo, la rifiutiamo a vari livelli, familiari, sociali, politici. Desideriamo la salute ma quando c’è, la utilizziamo solo per noi, sprechiamo tempo, omettiamo il bene che possiamo fare. Desideriamo il successo e per questo siamo pronti a calpestare il prossimo pur di arrivare ad un traguardo che alla fine non è altro che il successo dell’egoismo. Desideriamo essere religiosi in quanto la religione ci dà l’idea di sentirci interiormente bene, ma non ne pratichiamo i dettami, finendo di scegliere la via meno impegnativa che ci porta ad essere agnostici o addirittura atei. Una volta conosciuto il valore inestimabile dell’amore di Dio confluito nella vita umana, coscienti e riconoscenti di questo dono immenso non possiamo tacerlo, non possiamo non comunicarlo, non possiamo non vederlo. Non vedi negli occhi delle persone che ami e dalle quali sei amato che c’è un amore incarnato, che c’è un pulsare di eternità dentro tali relazioni? Gesù continua a manifestarsi, a rivelarsi nei modi e nei tempi che non conosciamo, Egli ci visita soprattutto nella normalità dei giorni, nell’ umiltà delle condizioni lontano dalla spettacolarità per non umiliare noi stessi, ma per mettersi a nostro fianco, accanto. Ciò che ci stupisce è la sua volontà di essere venuto e di venire nelle nostre fragilità affinché queste non ci affliggano, ma ci rivelino la bellezza del suo amore, mai superbo, mai violento, mai forzato, ma libero e tenero. Occorre quindi la semplicità del cuore per accogliere la presenza del Signore nella nostra vita, come i pastori l’accolsero e la diffusero nei dintorni di Betlemme. Oggi più che mai occorre trasmettere, diffondere, comunicare tale presenza iniziando dalle proprie famiglie, dalle proprie case, dai propri condomini superando diffidenze e pregiudizi. L’esercizio dell’ evangelizzazione ci aiuta a vivere sempre la condizione del Natale in cui la grandezza di Dio e la piccolezza dell’uomo si incontrano, finitezza ed eternità una volta incontrate non dovranno mai dividersi; questo è l’impegno giornaliero che siamo chiamati tutti a custodire e vivere. Buon Santo Natale, in cui Dio si è fatto uomo, a tutti.

Don Giuliano

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑