II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anche in questa domenica ritroviamo il Battista e Gesù con una specificazione legata ai ruoli dei due protagonisti. Giovanni battezzava con acqua per quello che era un battesimo di conversione, mentre Gesù battezza nello Spirito Santo, e in questo caso il battesimo ha una efficacia potente: Gesù, chiamato agnello di Dio, toglie il peccato del mondo perché lo laverà con il suo sangue e aprirà alla salvezza l’umanità. Nel vedere il mondo come va, così la Chiesa e le comunità cristiane, penso che non ci sia tanta consapevolezza di questa missione grandiosa di Gesù che prende su di sé il nostro peccato e ci libera dalle sue conseguenze e oppressioni. Eppure, la portata della sua azione è illimitata tanto da illuminare la vita e le coscienze delle persone, un’opera che Dio realizza quotidianamente, ma che l’uomo distratto, non vede. Anche Giovanni si convince gradualmente; non sia aspettava di conoscere Gesù con caratteristiche così docili e semplici; non lo conosceva come agnello e come figlio di Dio, ma dopo l’azione dello Spirito tutto assume un senso più chiaro, non adombrato dai propri giudizi. Questa testimonianza di Giovanni ci spinge a non assuefarci a situazioni abitudinarie incapaci di intravedere le novità di cui lo Spirito e la presenza di Gesù comportano nella vita di ognuno. Questa pagina evangelica ci spinge non solo a vedere dei segni che arricchiscono il nostro cammino di fede, ma anche ci spingono a divenire segni noi stessi e a comunicarli perché l’uomo veda e riconosca la potenza di Dio manifestarsi nell’umiltà. Le stesse parole del Battista risuonano all’interno della liturgia per aiutarci ad accogliere e a godere di quei benefici che la partecipazione eucaristica ci fa percepire. È proprio la celebrazione della Messa che ci richiama ad una continua attenzione, riflessione e partecipazione per non venir meno a quel “vedere” nell’Eucarestia la presenza reale di Cristo, agnello mansueto che si offre, si dona per la riconciliazione fra i figli e il Padre. È in quella occasione che scopriamo di fronte alla gratuità di Dio la nostra indegnità e allo stesso tempo il bisogno di essere accolti, raggiunti dalla pace e salvati.
Don Giuliano
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