
Durante la Santa Messa, ci sono gesti che spesso passano inosservati, eppure sono intrisi di profondo significato spirituale. Uno di questi è il bacio liturgico, quando il sacerdote bacia l’altare all’inizio e alla fine della celebrazione, e talvolta anche il Libro dei Vangeli.
Questo gesto non è un’usanza simbolica priva di significato. L’altare rappresenta Gesù Cristo stesso. Egli è la pietra viva, il centro del sacrificio e il fondamento della Chiesa. Pertanto, baciando l’altare, il sacerdote venera Cristo, che si rende presente in modo speciale nell’Eucaristia.
Inoltre, fin dai primi secoli del cristianesimo, gli altari venivano costruiti sulle tombe dei martiri. Pertanto, il bacio liturgico esprime anche la comunione con i santi, con coloro che hanno dato la vita per Cristo e il cui sangue è stato unito al sacrificio del Signore. Non è un caso che molti altari contengano reliquie.
Quando il sacerdote bacia il Libro dei Vangeli, esprime amore, rispetto e obbedienza alla Parola di Dio. È un gesto che proclama che il Vangelo non è solo un libro, ma la Parola viva che guida, corregge e dà vita alla Chiesa.
Questo semplice gesto ci ricorda che la Messa non è un’azione umana, ma un atto sacro in cui cielo e terra si incontrano. Ogni bacio liturgico è una silenziosa confessione di fede, un atto di adorazione e un’espressione di profondo amore per Cristo.
✨ Nulla nella liturgia è casuale. Ogni gesto parla, insegna e ci conduce a Dio.
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