
La Santa Messa non è un evento sociale.
Non è un discorso.
Non è semplicemente un momento comunitario.
Per la Chiesa, la Santa Messa è il sacrificio di Cristo reso presente.
E proprio per questo motivo, ci sono atteggiamenti comuni che, senza cattive intenzioni, ne distorcono il significato profondo.
Ecco tre dei più frequenti.
1️⃣ Arrivare in ritardo senza un motivo valido:
Non si tratta di legalismo.
La Santa Messa ha una struttura spirituale; inizia con un atto di penitenza e un ascolto attento della Parola.
Arrivare in ritardo per abitudine, non per reale necessità, indebolisce la sensazione di entrare in qualcosa di sacro.
La Chiesa insegna che la puntualità è anche una forma di riverenza.
2️⃣ Partecipare come spettatori:
Molti “sentono” la Santa Messa, ma non la vivono.
Rispondono senza attenzione, cantano senza sentimento interiore o semplicemente osservano.
La Santa Messa non è qualcosa da guardare,
è qualcosa da offrire.
Ogni fedele è chiamato a unire la propria vita, il proprio lavoro, i propri dolori e le proprie gioie al sacrificio dell’altare.
Non partecipare interiormente significa perdere il cuore della celebrazione.
3️⃣ Ricevere la Comunione senza preparazione:
Questo è il punto più grave.
La Chiesa insegna che l’Eucaristia è il Corpo e il Sangue di Cristo, non un simbolo.
Ricevere la Comunione senza essere in stato di grazia, senza esame di coscienza, o semplicemente “perché tutti gli altri lo sono”, svuota il sacramento del suo frutto spirituale.
Ricevere la Comunione correttamente non è un obbligo sociale.
È un atto di fede e di amore.
La Chiesa non sottolinea queste cose per condannare,
ma per aiutare a riscoprire la grandezza della Santa Messa.
Quando comprendiamo cosa accade veramente all’altare,
il nostro modo di essere cambia.
Perché in ogni Santa Messa non assistiamo semplicemente a qualcosa di umano.
Partecipiamo al più grande mistero della fede cristiana.
E questo merita più di una semplice abitudine: merita cuore, rispetto e adorazione.
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